
Nicola Rossi
«Salvare le botteghe nei centri storici»
«Questa legge non s’ha da fare». E’ l’espressione forte del presidente dell’Ascom di Padova Fernando Zilio di fronte alla minaccia del disegno di legge regionale Gava che aumenterebbe il numero dei centri commerciali, aggravando la posizione dei piccoli commercianti. «E’ un progetto – spiega Zilio – che non ci piace per niente. Bisognerebbe fotografare dall’alto il territorio veneto e, in base ad una programmazione sugli spazi disponibili, realizzare un piano regolatore del commercio. La Regione deve aiutare i borghi e i centri storici favorendo quel commercio piccolo, locale, che ha un importante ruolo sociale e rende vive le città». Ma cosa non va nell’abbozzo di legge Gava? «Tutto – afferma - Dallo spropositato aumento della metratura dei centri commerciali agli outlet sempre aperti, e al lavoro domenicale».
Per il presidente della Confesercenti di Padova Nicola Rossi è anche una grande questione culturale. «Noi – afferma – non siamo per la chiusura “tout court” dei centri commerciali. E’ che l’equilibrio, già precario, tra grandi e piccoli del settore è a rischio. Il pericolo è anche quello di far morire il centro storico, e cioè la nostra cultura, il nostro patrimonio artistico. E con conseguenze indirette in termini di presidio del territorio e di servizi per i cittadini. E poi, agli anziani chi ci pensa? La verità è che si scontrano due visioni del commercio: da una parte c’è la fruizione di un servizio in un luogo di aggregazione, mentre dall’altra, quella della grossa distribuzione, c’è solo l’acquisizione di merci. Si tratta di posti dove fai la spesa e te ne vai».
Per Rossi ci sono forze che spingono verso lo svuotamento delle città. «Dobbiamo riflettere – continua – sul fatto che negli ultimi 18 anni a Padova si è costruito, soprattutto per la media e grande distribuzione, più spazi commerciali di quanti non ne fossero stati edificati negli ultimi 700 anni. Stiamo pianificando il futuro delle nostre città. Cosa vogliamo lasciare ai nostri figli e ai turisti: delle strutture di cemento che snaturano la nostra cultura?». Ma il mondo intero non va verso la direzione della grande distribuzione? «Non più – conclude Rossi – in Francia si assiste da diversi anni a una inversione di tendenza. Sono stati i primi in Europa a sperimentare i centri commerciali, e i primi a porre dei limiti severi. In tutta Parigi non ce n’è uno. Ora i francesi li fanno da noi».
Marco de' Francesco
(pubblicato sul Mattino di Padova il 12 maggio 2008)
«Galan ritiri la legge, č una catastrofe»
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