
Zuppa d'aprile: Ajiaco
Pietro Gallo è un un minimalista storico; non ama i riflettori e gli effetti speciali .
La sua filosofia si esprime nelle Tre P: Peccato!Pazienza!Purtroppo!
Abituato a cucinare in case dove avere un tetto di lamiera sulla testa e’ gia un lusso, ha appreso una regola fondamentale della cucina:si fa quello che si può con quello che si ha; e quando non ha si a disposizione quello che si vuole…o si inventa o si salta il pranzo!
Per questo non bisogna desistere quando a volte di ritorno da un viaggio o incuriositi da piatti di altri paesi non troviamo tutti gli stessi ingredienti. Alcuni si possono sostituire; il nostro palato e la nostra cultura culinaria ci possono consigliare. E', così che la cucina si evolve e si è sempre evoluta, un fenomeno che oggi qualche cuoco da salotto crede aver inventato e chiama cucina fusion.
Le ricette che proponiamo sono state elaborate e sperimentate con successo nelle jam session culinarie organizzate da Pietro Gallo tutti venerdì sera nel suo laboratorio di cucina , dove aspiranti e a volte poco ispirati allievi di varia provenienza etnica si cimentano tra i fornelli.
In Italia le zuppe e il brodo richiamano sopratutto il clima autunnale e le giornate di pioggia; in America Latina sono invece molto apprezzate tutto l’anno e vengono gustate anche a temperature che l’infiacchita razza italica dedica a insalate e mozzarella (diossina permettendo). Esistono una varietà di sopas che a seconda del tipo e della località possono prendere nomi differenti: sancocho, chupe, ajiaco. Un aijaco cubano è differente da uno colombiano e così via.. La ricetta che oggi vi propongo è un piatto povero fatto di principalmente di verdure, arricchito con la carne che abbiamo a disposizione…maiale, pollo etc… Così che.. anche per questo mese le aragoste saltate al sauternes da servire su un letto di tartufi neri possono aspettare !
Ingredienti :
4 cucchiai di olio di oliva;
2 spicchi di aglio;
Una cipolla rossa;
Un cucchiaio di prezzemolo tritato;
Un cucchiaio di coriandolo tritato;
Un pezzo di pancetta di maiale;
Se avete a disposizione anche un po’ di carne, ad esempio cosce o fusi di pollo, non guasta!
Verdure varie tagliate grossolanamente (zucca, patate,yuca, pomodoro, platano verde preventivamente saltato in padella con un po d’olio, malanga se la trovate, se no fa lo stesso!, mezzo peperone giallo, una carota,.insomma quello che vi piace di piu’ o che avete a disposizione..….mi raccomando però la presenza della zucca, delle patate e della yuca);
Sale;
Pepe (o.. se preferite come me il piccante, un bel peperoncino fresco tritato);
Rosolare la pancetta in olio, quindi aggiungere se l’avete e volete, il pollo, aglio tritato, la cipolla affettata, il coriandolo e il prezzemolo, il pomodoro e tutte le altre verdure insieme. Coprire con acqua, aggiungere il sale, il pepe (se non gli avete preferito il peperoncino) e lasciare cuocere due ore e più . Se gli ingredienti si spappoleranno nella zuppa non preoccupatevi!.. E’ proprio questa una sua caratteristica. Se voleste essere veramente etnici al 100% potreste cuocere il tutto in un grande pentolone lasciando sfaldare nella vostra sopa, con ore supplementari di cottura, anche una grossa testa di maiale…con tutti i suoi bei denti, occhi e quant’altro.. Non è pero’ il caso di strafare….Pietro Gallo è contrario agli inutili esibizionismi!.. Così gustatevi l’ajiaco come da ricetta e buon provecho!
Pietro Gallo
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