L’alunno disabile? E' una risorsa per l’intera classe. Perciò, a scuola, per favorire l'accoglienza degli studenti portatori di handicap, e per rispondere adeguatamente ai loro bisogni particolari, deve essere prevista un'attività interistituzionale da parte di un'équipe psicopedagogica, che supporti i ragazzi in ogni ambito educativo, didattico, sanitario e assistenziale e che sostenga gli educatori nel processo di integrazione.
Questo approccio consente anche l’applicazione dell’Icf (classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute) , che vuole descrivere lo stato di salute delle persone in relazione ai loro ambiti esistenziali (sociale, familiare, lavorativo) al fine di cogliere le difficoltà che nel contesto socio-culturale di riferimento possono causare disabilità.
Tramite l’Icf si vuole quindi descrivere non le persone, ma le loro situazioni di vita quotidiana in relazione al loro contesto ambientale e sottolineare l’individuo non solo come persona avente malattie o disabilità, ma soprattutto evidenziarne l’unicità e la globalità.
L'applicazione è prevista dalla legge quadro 104/1992, sull’integrazione scolastica delle persone disabili. In fondo, è un'opportunità rivolta sia agli alunni con disabilità, sia a quelli normodotati. L'integrazione di oggi è la coesione sociale di domani; una risorsa culturale, dunque, in grado di delineare il futuro della nostra città .
Alessandra Bottazzo
progetto di integrazione
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