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Le alpi

 

Al via l'Unione degli albergatori bellunesi

Polemiche all'Ascom e in camera di commercio

Bene per gli industriali

 

BELLUNO – Al via l’Unione degli albergatori bellunesi. La nuova associazione di categoria suscita polemiche all’Ascom e alla camera di commercio di Belluno, ma riceve il plauso degli industriali. Mercoledì 10 settembre  nella sala della Comunità montana a Santo Stefano di Cadore la prima uscita ufficiale in cui i 12 operatori promotori dell’Unione, capitanati dal portavoce Gildo Trevisan, saggeranno la disponibilità dei colleghi a dar vita all’ente.


Solo che una associazione di categoria esiste già, si chiama Sindacato alberghi e turismo, è inquadrata nella Federalberghi veneta e ha come presidente, a Belluno, Walter De Cassan. «Se i promotori dell’Unione volevano contribuire alla causa del turismo locale – taglia corto De Cassan – potevano passare all’Ascom. Mi sembra che gli albergatori vogliano farsi del male: non è tenendo per sé le proprie idee che si risolvono i problemi del settore. Francamente non capisco quale bisogno ci fosse di creare una nuova associazione; e ci tengo a sottolineare che lo sono venuto a sapere dai giornali».


Ancora più netta la posizione di Paolo Doglioni, presidente della Camera di commercio di Belluno: «Per noi – stigmatizza Doglioni – ufficiale è l’Ascom. So che ci sono degli albergatori che si trovano per discutere; nulla in contrario, solo che ufficialmente l’Unione non esiste. Che io sappia, non è stato depositato un atto costitutivo, e quindi non si sa che cosa sia e chi ne faccia parte. Sono dieci, venti, trenta? Io rappresento la casa delle categorie, e quindi le associazioni riconosciute. E i numeri sono importanti, così come i canali istituzionali che si intendono utilizzare. L’Unione non so ancora cosa sia». La critica di Doglioni si estende al metodo. «Se questi signori – continua – vogliono fare qualcosa per il turismo bellunese, sono i benvenuti, ma all’interno dei canali riconosciuti. L’idea migliore è quella di non disperdere le forze. E nessuno ha la bacchetta magica in questo campo: io lavoro con la Regione e le Province e sperimento quotidianamente l’importanza di questi percorsi. In quanto a Trevisan, ci vedremo lunedì prossimo: così, finalmente, saprò di che si tratta».


Posizione ribadita da Franco Debortoli, presidente di Ascom Belluno:«Vorrei capire – si domanda Debortoli – se la nuova associazione sia autoreferenziale o intenda muoversi all’interno di un sistema. Per il resto, sulle intenzioni non rilascio dichiarazioni». 


Ma la nuova associazione trova una sponda importante in Valentino Vascellari, presidente degli industriali bellunesi. «Non siamo certo noi gli artefici dell’Unione – chiarisce Vascellari – ma guardiamo con interesse a forme di aggregazione di imprenditori. Per quanto mi riguarda, se l’associazione è in grado di generare una forte partecipazione attorno a questioni sentite dagli industriali, è un fatto positivo. E’ ora di muovere le acque e di dare la sveglia, perché il turismo è un settore fondamentale nel Bellunese».

 

(Corriere del Veneto, 6 settembre 2008)