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Telemedicina

 

Telemedicina, a Venezia gli operati si controllano così

 

VENEZIA - Il concetto di “telemedicina” sta ad indicare l'insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono la cura di un paziente a distanza o, più in generale, che consentono di fornire servizi sanitari a distanza.


E proprio grazie alla telemedicina, a partire dal prossimo gennaio, a Venezia partirà un ampio programma di visite domiciliari a persone che hanno subito un intervento chirurgico.


Un infermiere dell’Ulss veneziana si recherà al domicilio del paziente e con una webcam trasmetterà le immagini alla struttura ospedaliera di riferimento, nella quale, in tempo reale, il chirurgo potrà decidere se è arrivato il momento di togliere i punti o, diversamente, cosa fare in caso di eventuali complicanze. Comunque potrà valutare la necessità di effettuare le terapie del caso nel periodo post-operatorio.

Il progetto di telemedicina dell’Ulss 12 è partito in via sperimentale nel 2007, e da febbraio ad agosto sono già state eseguite 134 visite. 53 a pazienti cui era stato impiantato un pace-maker: in quattro casi addirittura, evitando al paziente faticosi trasferimenti, ci si è accorti che il pacemaker aveva dei difetti, tanto da rendere urgentissimo un nuovo intervento. Altre 80 visite riguardavano invece casi di ulcere cutanee arteriose o venose. In questo caso l'infermiere, dotato di fotocamera digitale, si è recato nell'abitazione del paziente e ha trasmesso al dermatologo le immagini delle lesioni da trattare o da tenere sotto controllo.

Da settembre, poi, ha avuto inizio una attività di controllo a domicilio di pazienti pneumopatici, sempre grazie alla telemedicina. Si tratta per lo più di malati costretti a respirare con l’aiuto di macchine. La ventilazione assistita o l'ossigenoterapia vanno monitorate spesso, e la telemedicina è molto utile per effettuare questo tipo di controlli.


In futuro si potrà addirittura eseguire la televisita anche in video conferenza, in modo tale che lo pneumologo possa non soltanto vedere le immagini o ricevere via umts i dati dall'abitazione del paziente, ma anche parlargli.
Dal 2008, il progetto amplierà il suo spettro di azione, con televisite anche a pazienti nella fase post-operatoria.

Insomma, è proprio il caso di dire che il futuro è davvero alle porte, tanto che per il progetto hanno mostrato interesse anche case di riposo private, carceri regionali e compagnie di navigazione.


Del resto il campo di applicazione è in costante espansione: la telemedicina si presta all’utilizzo nelle più disparate branche mediche (prime fra tutte cardiologia, nefrologia, ostetricia, neurologia, oncologia, radiologia), e nelle strutture sanitarie, quali il pronto soccorso, le ambulanze, gli ambulatori, e le case di cura.


Ma la medicina non è il solo settore interessato all’uso di questa tecnologia: la telemedicina è infatti già ampiamente utilizzata nelle attività e nei luoghi di lavoro più disparati, quali fabbriche, centri sportivi, navi, aerei, stazioni e scuole. In questo senso la telemedicina potrebbe davvero abbattere, in un futuro non troppo lontano, confini inimmaginabili.

 

Alessandro Turri