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Meglio le imprese più strutturate

 

Ora frena anche il Nordest

Il Veneto la Regione più in panne. Meglio Friuli e Trentino

 

PADOVA — Forte rallentamento dell'economia nordestina nel primo semestre 2008. Dopo la lenta decelerazione del 2007, il Nordest accusa ora un serio raffreddamento con quasi tutti gli indici in negativo. Crolla la domanda interna, mentre sui mercati esteri si registra un leggero calo, più evidente in quelli extraeuropei. Tengono di più le grandi aziende, mentre soffrono parecchio le piccole. Il Veneto sta peggio sia del Trentino Alto Adige che del Friuli e le aspettative sul futuro non sono positive.

È un quadro tutt’altro che roseo quello delineato dalla ricerca «Congiuntura del Nordest» realizzata dalla Fondazione Nordest e Cariparo. Messo a fuoco attraverso le indicazioni date da mille imprenditori del Triveneto (in aziende con più di dieci dipendenti), il quadro appare particolarmente difficile: l’andamento degli indici tocca il punto più basso da tre anni a questa parte.

Il Veneto risulta in difficoltà rispetto ai vicini. «I territori chiusi come il Trentino risentono meno della congiuntura internazionale», spiega Daniele Marini, direttore scientifico della Fondazione Nordest. Così, in Veneto, solo il 22,7% delle imprese dichiara per il semestre una produzione in crescita (il 26,5% a Nordest) e il 40,6% in flessione (contro il 34,4%); il saldo tra le due posizioni è negativo: -17.9. Solo il 31,9% degli imprenditori vede un incremento nel fatturato (contro il 34%) mentre il 37,9 lo considera in diminuzione (contro il 33,5%): saldo -6. Quanto al portafoglio ordini, l'aumento è indicato solo dal 23,7% degli intervistati (contro il 25,2%) mentre il 42,7% ne riferisce il calo (contro il 28,9%): il saldo è -19. Non roseo anche il dato sull'occupazione, segnalato in crescita solo dal 16,4% delle imprese (contro il 17,9%), mentre è in calo per il 21,6% (contro il 21,1%).

E anche le previsioni per il semestre successivo, per il Veneto, non sono rosee. La fiducia delle imprese tocca un punto molto basso. I saldi sintetici (la differenza tra la percentuale di aziende che dichiarano aumenti e diminuzione) sono negativi per produzione (- 7,9%; +3 nel secondo semestre 2007), fatturato (- 7,5% contro il +2.9), ordini interni (-10,7% contro il +2,8) e occupazione (-10,1%). Positivo solo il dato degli ordini esterni (+ 2,5%; ma era al +12,6).

Gli imprenditori del Nordest segnalano la tendenza all'aumento dei costi della produzione, a causa del mercato delle materie prime, indicate in crescita dall'85% degli intervistati. E i costi maggiori sostenuti per la produzione vanno a impattare sui listini aziendali per il 52,9% delle imprese. Si difendono meglio le imprese più strutturate, dove la crescita coinvolge circa quattro imprese su dieci.

«In Veneto e a Padova - ha commentato alla presentazione di ieri Roberto Furlan, - pesano le piccole imprese, che risentono della congiuntura sfavorevole. E il nodo delle infrastrutture, con i ritardi nell’attuazione, risulta un fattore sensibile di rallentamento per l'economia».

 

 

Marco de' Francesco

13 settembre 2008, pubblicato sul Corriere del Veneto