Prostituta al lavoro. Fonte: Panorama gallery
PADOVA – Periodicamente, ogni anno, si legge sui quotidiani del problema della prostituzione.
I Sindaci, lasciati «soli» dallo Stato, devono cercare di barcamenarsi fra il limitare i disagi creati dal degrado dovuto al fenomeno ed il problema di risolverlo avendo le mani legate da leggi che non permettono loro di controllare o reprimere il fenomeno; ecco che allora nascono le multe per «intralcio al traffico», le multe per «contrattazione con la prostituta».
Ho provato a immaginare un possibile futuro: un Paese in cui le «case chiuse» siano aperte, presso le quali vengano svolti controlli medici, igienici, fiscali, presso le quali le donne o gli uomini che decidano di fare della prostituzione un mestiere lo possano svolgere in tranquillità senza le criticità legate allo sfruttamento e all’evasione fiscale, alle malattie e a tutte le situazioni create dall’usanza di prostituirsi per strada.
Si potrebbe quindi diminuire il giro d’affari della malavita legato allo sfruttamento della prostituzione e di conseguenza legato allo spaccio di droga ed al traffico di essere umani dai paesi più sfortunati al nostro insinuando in quest’ultimi la chimera di una vita migliore.
Non penso che sia possibile eliminare il problema impedendo al singolo di prostituirsi, perché è «il mestiere più antico del mondo» ed essendo legato alle regole del mercato a tutt’oggi la domanda è ancora di molto più elevata dell’offerta.
Da parte sua lo Stato, a mio parere, non vuole esporsi; infatti in un paese civile come l’Italia dovrebbero esistere delle leggi che o proibiscano la prostituzione o la consentano.
Non dovrebbero esistere leggi farsa come quella che norma le sostanze stupefacenti che permette al singolo di far uso di droghe ma non di spacciarle: come può una persona utilizzare una cosa se non è permesso venderla o distribuirla?
Se ci fossero diversi strumenti normativi forse i Sindaci potrebbero meglio risolvere il problema.
Se esistessero dei luoghi, come le vecchie case chiuse, presso i quali sia legale prostituirsi, allora molti problemi sarebbero risolti.
Se di fronte ad un problema come questo lo Stato non cercasse di nascondere la testa sotto la sabbia, come fanno gli struzzi, ma si assumesse le proprie responsabilità e avesse il coraggio di decidere se seguire una linea ben marcata o la sua opposta, forse l’Italia diventerebbe un Paese più adulto.
Carlo Maretto