ROMA - E’ riuscita a farsi dare dell’incompetente anche da Umberto Bossi, il senatur che, per sua stessa ammissione, con i libri ha scarsa confidenza. Ma Mariastella Gelmini, ministro dell’istruzione, 35 anni di Leno (Brescia), dottore in legge e avvocato dopo una strategica trasferta calabrese, ribatte alle critiche e va avanti per la propria strada. La riforma della scuola si fa.
Riforma forse è una parola grossa. A ben vedere, infatti, si tratta di un insieme di correttivi per indirizzare il sistema scolastico italiano lungo la strada che, nelle intenzioni del ministro, porta all’efficienza, alla meritocrazia e al contenimento della spesa. Ecco le misure più rilevanti, contenute nel decreto legge 112 (“manovra d’estate”), varato a tempo di record, al quale si aggiungono le norme approvate il primo settembre.
Anzitutto il maestro unico. Il nostro sistema scolastico, dice la Gelmini, è malato di elefantiasi. Un milione e 300mila tra insegnanti, amministrativi (a.t.a.) e collaboratori (bidelli e assimilati) sono troppi. Occorre un giro di vite. Dal prossimo anno sarà reintrodotto il maestro unico alle elementari. Dopo un periodo sperimentale di 12 mesi, la riforma entrerà a regime gradualmente. Non è chiaro perché il maestro unico dovrebbe conoscere anche le basi dell’inglese e dell’informatica, ritenute dal governo necessarie per la formazione dei cittadini di domani.
Voto in condotta. Tempi duri per gli studenti delle medie e delle superiori che palpano il sedere alle prof o che scorrazzano in corridoio con il motorino. Si prenderanno un bel cinque in condotta, che comporta l’automatica bocciatura.
Voto in generale. Alle elementari e alle media tornano i voti, dal 6 al 10 (almeno 6 in tutte le discipline per essere promossi). Alle elementari il voto sarà accompagnato da un giudizio “sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno”.
Cittadinanza e costituzione. Sostituisce l’educazione civica, materia da sempre presente nelle scuole ma che non ricordo di aver mai affrontato. Era, con quella di religione, l’ora in cui si lanciavano gli aerei di carta e si scambiavano i bigliettini. Non è una disciplina aggiuntiva vera e propria ma si colloca, “nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse”. Come dire: più diritti e doveri e meno storia e geografia.
Assenze per malattia. Come per altri dipendenti pubblici, per periodi di assenza inferiori ai dieci giorni scatta la decurtazione dello stipendio. Per assenze superiori e, comunque, dal terzo “evento di malattia in poi” l'assenza sarà giustificata “esclusivamente mediante certificazione rilasciata da struttura sanitaria pubblica”. Ma Renato Brunetta, ministro per la funzione pubblica, ha precisato che il certificato del medico di famiglia è da considerare valido. In ogni caso, scatta la visita fiscale anche per assenze di un solo giorno e le fasce orarie di reperibilità si ampliano: dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20.
Esami di Stato. Per essere ammessi all’esame di maturità occorre una valutazione positiva in tutte le materie. Chi ha debiti formativi resta a casa. Cambia la distribuzione del punteggio: 25 punti al credito scolastico (anziché 20), 30 al colloquio (anziché 35) e 45 agli scritti. Rimane 100 il punteggio totale.
“Patto educativo di corresponsabilità” e regolamenti d'istituto. Nelle prime due settimane di settembre le scuole dovranno adeguare i regolamenti d'istituto alle norme “antibullismo” varate lo scorso novembre dal governo Prodi. I regolamenti interni dovranno individuare cosa si intende “per mancanze disciplinari” e le relative sanzioni (anche allontanamento e bocciatura), gli organi competenti a comminarle e il procedimento di irrogazione. La famiglia potrà essere chiamata a risarcire i danni provocati dal figlio, a scuola e durante le gite scolastiche.
Infine, la carta “IoStudio”. Se ne sa poco ancora, ma dovrebbe consentire allo studente di ottenere sconti sui prezzi dei libri di testo, sui treni, al cinema e di entrare gratuitamente nei musei.
Marco de' Francesco