BELLUNO — Mentre il no all’autonomia del Bellunese nello statuto regionale affermato dal governatore veneto, Giancarlo Galan, divide Forza Italia, la Lega Nord, dall’Alpago, torna a puntare i piedi con gli alleati sulle elezioni provinciali 2009. La linea è stata riaffermata ieri nel vertice, al rifugio Carota di Pieve d’Alpago, tra il segretario regionale Gianpaolo Gobbo e i consiglieri regionali, per delineare la strategia da tenere a Venezia. Ma prima dell’incontro c’è stato tempo di discutere anche delle questioni bellunesi. La posizione che emerge sulle provinciali è netta: se il candidato del centrodestra alla presidenza non sarà della Lega, il partito correrà da solo. Per i i candidati, tornano i nomi già fatti: il capogruppo in consiglio regionale Gianpaolo Bottacin, il deputato Franco Gidoni e il sindaco di Arsiè Ivano Faoro. Potrebbero contrapporsi ai nomi che circolano per Forza Italia: il ritorno dell'assessore regionale Oscar De Bona, il sindaco di Sedico Giovanni Piccoli e il consigliere regionale Dario Bond.
Intanto la politica bellunese fa i conti con le esternazioni a tutto campo di Galan, l’altro ieri a Cortina, nell'appuntamento conclusivo di «CortinaIncontra». Alla vigilia della ripresa della discussione sullo Statuto, Galan ha detto di non essere favorevole alla concessione di un regime differenziato per il Bellunese. È vero che era stato firmato un patto nel 2005 per l’autonomia alla provincia, ma nel frattempo è cambiato tutto. «Ora - ha detto - c'è una cosa chiamata federalismo fiscale: questa è la soluzione, non creare altri privilegi».
Il presidente della provincia di Belluno, Sergio Reolon (Pd), che ricorda il patto di tre anni fa (e che ieri ha riunito le categorie economiche per siglare un documento con le richieste bellunesi in vista dello Statuto) attacca il governatore. «Galan ha imboccato la strada sbagliata - afferma Reolon - quella di prendere in giro il Bellunese con argomenti speciosi. Sa benissimo che autonomia e federalismo fiscale non sono la stessa cosa. Il federalismo non concede competenze, e le risorse seguono le competenze. Significa che, come accade adesso, le risorse andranno in Regione e a noi spetteranno le briciole». Rincara la dose Guido Trento (Pd), vicepresidente della commissione Statuto: «Galan è un traditore. Uno come lui non può guidare il Veneto».
Ma anche Forza Italia si divide sulla linea Galan. Mentre il sindaco di Belluno, Antonio Prade, invita al realismo politico e a dimenticarsi dell'autonomia, «perché - afferma - non ci sono le condizioni politiche e il Parlamento non la farà mai passare», il vicepresidente della commissione Statuto Dario Bond (Fi) si distanzia dal Galan di Cortina: «Il problema - afferma - è che i tempi del federalismo fiscale sono lunghissimi, perché sono necessari "ammortizzatori" per le Regioni svantaggiate. Nello Statuto, invece, bisogna concedere a Belluno l'autodeterminazione. Il Bellunese non vuole soldi, ma competenze sulle risorse già a disposizione». Più sfumata la posizione di Maurizio Paniz, deputato forzista. «Sulla questione - dichiara - non sono molto in sintonia con Galan, perché la specificità del Bellunese deve essere riconosciuta. Se poi ciò può essere realizzato con il federalismo, come io credo, tanto meglio».
Marco de' Francesco
(pubblicato il 2 settembre 2008 sul Corriere del Veneto)