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Materne private sempre più povere

 

Asili privati, il patto di stabilità congela i contributi regionali

Le rette aumentano anche nel Bellunese

 

BELLUNO – Rette in aumento per le scuole materne private del Bellunese. Anche qui si scontano gli effetti del giro di vite dovuto al patto di stabilità, che impone alla Regione di non superare le spese dell'anno precedente. Il rischio è quello di influire pesantemente sui bilanci delle scuole per l’infanzia e dei nidi parrocchiali nell’anno in corso, già penalizzati da contributi insufficienti e costantemente in ritardo.

«Due anni fa – dichiara Don Tarsillo Bernardi della scuola materna Madonna di Lourdes di Feltre – abbiamo ritoccato le rette, ma in modo poco consistente e solo per sostenere le spese dell’istituto. Quest’anno con tutta probabilità procederemo a nuovi aumenti, a causa della flessione dei contributi pubblici. Cercheremo comunque di continuare la politica dei prezzi bassi, che ha portato il nostro asilo ad avere una settantina di bambini». Pochi, invece, gli iscritti alla scuola materna San Giovanni Battista di Canale d’Agordo. «Il nostro paesino – spiega il parroco Don Sirio Da Corte – come altri centri montani della zona si sta spopolando. Ritardi nei contributi pubblici ci sono sempre, ma in qualche modo ce la facciamo. Se dovessero diminuire ancora di più, ci sarebbe poco da fare: o aumentiamo le rette o chiudiamo».

L’allarme riguarda anche le materne private di Belluno – città. «I contributi pubblici – afferma Emilietta De Bona, direttrice della scuola materna San Gaetano – arrivano con ritardi significativi. Siamo stati costretti ad aumentare le rette di 20 euro per far fronte agli aumenti degli stipendi del personale. Difficoltà e disagi per le famiglie ce ne sono, ma le iscrizioni sono in aumento». Stesso discorso per la scuola materna di Cavarzano. La direttrice, Silvia Lazzaris, spiega che un aumento c’è stato, ma di soli 10 euro. «I ritardi dei contributi pubblici – afferma – gravano sul bilancio, ma riusciamo a cavarcela».

Capita che negli istituti cattolici, quando l’asilo non ce la fa, intervenga la parrocchia. «E’ vero – ammette Don Renato Tasso della parrocchia San Giovanni Bosco di Belluno – i fondi sono sempre più scarsi, e a fronte di questo si assiste ad un incremento nel numero degli iscritti. Le rette sono aumentate di 5 euro. E ogni volta che ci sono delle difficoltà per l’asilo, gli viene incontro la parrocchia. Recentemente abbiamo aperto una sezione primavera, per bimbi tra i due e i tre anni: non abbiamo ricevuto nessun sussidio, e quindi chiuderemo in passivo. La Regione, piuttosto, ci ha imposto di ristrutturare la scuola materna: ha contribuito con 14mila euro su 60mila di preventivo. Il resto ce lo ha messo la parrocchia».

Marco de’ Francesco

(pubblicato il 3 settembre 2008 sul Corriere del Veneto)