DISTRETTI

RIPRESA A META'

PER IL PACKAGING

 

Distretto Nord Est Packaging, i produttori di macchine confezionatrici e quelli di materiali da imballaggio corrono su binari diversi. Perché due fra gli anelli più cospicui della filiera condividono lo stesso fine (contenimento merci) ma non la stessa destinazione commerciale.

LA CONGIUNTURA.

«I primi sono per lo più esportatori – afferma Daniele Carraro, presidente del Consorzio Nep (braccio operativo del distretto) nonché amministratore unico di Medea Srl di Massanzago, Padova, un milione di euro di fatturato e 10 dipendenti -: anche verso Paesi in ripresa come gli Usa o in ascesa, come quelli in via di sviluppo; i secondi, invece, sono legati al mercato nazionale, in stagnazione». Gli fa eco Marco Bragantini, ad di Sacchificio Veneto Spa di Grezzana (Verona), 14 milioni di euro di fatturato, 40 % la quota estera e 80 dipendenti. «Per aziende produttrici di imballaggi – concede - qualche distinzione si impone: reggono quelle collegate alla grande distribuzione; pesante è invece la situazione del ramo delle scatole di cartone: offerta che supera la domanda e costi di trasporto proibitivi; grave, infine, la condizione del comparto dei sacchi-carta per uso industriale: per la crisi dell’edilizia e per una sovra-produzione dal 20 al 30%». Il distretto conta 130 aziende (su circa 1.100, in Veneto), con 5mila addetti e 1 miliardo e 200 milioni circa di fatturato; è esteso a tutte e sette le province, con una concentrazione particolare nella zona dell’Alto Vicentino (Schio, Thiene e Malo). Ne fanno parte anche realtà della ricerca, come Nanofab (Marghera, Venezia), il “Parco scientifico e tecnologico Galileo” (Padova) e il “Centro produttività Veneto” (Vicenza). «Soprattutto la nanotecnologia – commenta Bragantini – è il futuro. Dobbiamo avvicinarci a queste competenze al più presto, per differenziarci sul mercato».

IL DISTRETTO.

Il distretto è riconosciuto dalla Regione Veneto (L. Reg. 8/2003); tra gli obiettivi: innovazione, internazionalizzazione e formazione. «Grazie al distretto – termina Carraro – le aziende aderenti si difendono meglio: per la competitività occorre “massa critica”. Preoccupa molto, perciò, il fatto che la Regione non lo finanzi più. E’ strano: la legge regionale sui distretti non è stata abrogata; e prevede stanziamenti sia da Roma che da Venezia. Dal 2003 abbiamo ricevuto sino a 19 milioni di euro all’anno; nel 2009 una caduta verticale: 3 milioni. Per il 2010 e 2011 non sono previste risorse: ce lo ha fatto sapere l’assessore veneto all’economia e sviluppo Maria Luisa Coppola. Ora dobbiamo arrangiarci con progetti comuni alle imprese consorziate: metodo che funziona nella formazione e nei corsi per dirigenti; ma per la ricerca e l’innovazione senza soldi non si va da nessuna parte».

 

Marco de' Francesco

                                                                                                        Il Sole 24 Ore Nord Est

18 maggio 2011