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INTEGRAZIONE E RADICI IL CROATO SI FA LARGO A TRIESTEISTITUTI STRANIERI NEL TRIVENETO: CROATI E SLOVENI
«Hrvatska nastava u inozemstvu». Si chiama così il progetto didattico di lingua e cultura croata all’estero, finanziato dal ministero dell’istruzione, della scienza e dello sport di Zagabria. A Trieste (altre sedi “italiane” in Molise e a Roma) i corsi si tengono nella scuola elementare “slovena” "J. Ribicic - K. Širok", nel pomeriggio e per due ore alla settimana. «Coinvolti 41 alunni – spiega la docente Olga Diklic – dai 7 ai 18 anni, per lo più croati ma con qualche italiano. Al termine del percorso, diplomi riconosciuti da Zagabria, anche sulla scorta di intese tra i due Stati». Sempre a Trieste, nella sede della comunità croata (sul colle di San Giusto) si tengono corsi privati per adulti. «Attualmente – spiega la responsabile Marijana Šutic Pavlicevich – quattro gli iscritti tra i “principianti” e altrettanti tra gli “intermedi”. Alcuni sono croati, altri italiani che per questioni di famiglia o di lavoro hanno interesse a conoscere la lingua. Alla fine del percorso, un attestato di frequenza». Ancora più solido, in Friuli Venezia Giulia, il rapporto con la minoranza slovena, da secoli sul territorio (le prime scuole in lingua furono istituite nel 1774 da Maria Teresa d’Austria) e tutelata dalla legge (38/2001). «L’offerta formativa regionale – spiega Ksenija Dobrila, dirigente scolastico del circolo didattico di San Dorligo della Valle - è arricchita da istituti di ogni ordine e grado dove la lingua veicolare è lo sloveno; a San Pietro al Natisone (Udine) però, la scuola dell’infanzia e quelle primaria e secondaria sono “bilingue”. Oltre 4mila gli studenti coinvolti: circa il 40% gli sloveni; stessa percentuale per alunni da nuclei mistilingue e infine circa il 20% per studenti provenienti da famiglie italiane. Famiglie che spesso iscrivono i ragazzi perché, con un nonno sloveno nell’albero genealogico, desiderano riscoprire le proprie radici». Al termine, titoli che “valgono” nei due Stati. «Le “nostre” scuole in Friuli Venezia Giulia – termina la Dobrila - fanno parte integrante del sistema scolastico italiano; e il Trattato di Osimo del novembre 1975 prevede il reciproco riconoscimento dei titoli di studio». |
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