L'EVENTO

Palio di Feltre

Tanti Veneti

ma pochi stranieri

 

FELTRE - Nella canicola del pomeriggio ancora pochi i turisti. Tra i banchi del mercatino medievale passano gli sbandieratori, corteo colorato di ragazzi e ragazze in costume e calzamaglia, nel rombo dei tamburi. «Tutti di qui – spiega il presidente del Palio Stefano Antonetti – il Palio ha 31 anni ormai, abbastanza maturo per affidarsi a professionalità locali».

Il presidente si dice soddisfatto dell’inizio dell’edizione 2010. «La cena dei quartieri – continua Antonetti –  ha portato circa tremila persone in piazza, numeri notevoli per la città. Per il resto stiamo a vedere, ma sono fiducioso: ci aspettiamo 10mila persone, nelle due giornate». Mancano i turisti stranieri. «Non è colpa nostra – argomenta Antonetti - ; se all’estero Feltre non la conosce nessuno. Qui pensano che la gente prima o poi capiterà da queste parti perché Feltre è bella; invece non funziona così: il turismo bisogna andarselo a cercare, e il primo mezzo è la comunicazione. Rimettersi con umiltà a professionisti del settore, anche se vengono da fuori, questa la strada da seguire».

Perché Feltre qualche treno l’ha perso, e si tratta di rimettersi in sella. «Venti anni fa – continua Antonetti - il Palio era inserito nelle prime quattro manifestazioni storiche del Veneto, insieme a quello di Montagnana, alla Regata storica e alla Partita di scacchi di Marostica. Poi ci siamo un po’ persi, perché qui la gente non ci ha creduto abbastanza. Ma adesso è ora di cambiare, anche perché ci sono ragazzi che con il Palio sono cresciuti».

Fra i turisti, tanti Veneti. «C’è un bel clima, qui – afferma Giulia Santin, 21enne di Cornuda (Treviso) – non è la prima volta che ci vengo, e tornerò ancora. Ora c’è poca gente, ma stasera sarà pienone». Ma anche da altre regioni. «Bello tutto – affermano Annamaria Bergamaschi e Dino Casadio di Ravenna -: spettacoli, paesaggio, sbandieratori, ricostruzione storica; uno spirito che aggrega i quattro rioni di Feltre. Un appunto, però: la cena va organizzata meglio, con più puntualità; e otto euro sono tanti per il solo pomeriggio». Ne sono convinti anche Graziano Trento e la moglie Maria Elena:«Scenario fantastico e formula collaudata, ma il biglietto è caro». 

Ma il prezzo alto ha i suoi sostenitori. «Alla fine sono cose che costano all’organizzazione – argomenta Lucia Dalle Nogare di Vicenza -: si pensi a tutte le persone che ci lavorano». Taglia corto Federico Bernardello di Brugine: «Una partita allo stadio costa di più, e dura un’ora e mezza». Un aumento c’è stato. «Da cinque a otto euro – spiega Antonetti – ma c’è un cumulativo da dieci- Un incremento caldeggiato dai presidenti di quartiere: hanno scoperto che in Toscana una corsa di cavalli viene anche 25 euro. E poi noi i bimbi sotto i 12 anni non li facciamo pagare».

E infine c’è chi al Palio ci lavora, come Elena Sanfelice da Mantova. Vende, in sandali, capelli raccolti e costume di primo Rinascimento, ceramiche graffite a mano che riproducono quelle della pianura padana del dodicesimo al quattordicesimo secolo. «Le lavoriamo al tornio – spiega – in base a reperti ritrovati nell’Adige. Ci vuole un po’ di passione: una faticaccia, ma poi ci prendi la mano».Si fa affari a Feltre? «Sì – concede – iniziamo a vendere qualcosa, la gente si ferma».

Oggi il programma  prevede alle 10,30 la Santa Messa con benedizione di Palio e cavalli; alle 15,30 lo spettacolo degli sbandieratori della città di Feltre e la sfilata del corteo storico; dalle 17,30 a Prà del Moro (Antonetti chiarisce che «a detta degli stessi fantini, è il posto ideale per una gara di cavalli. Una bella pista di 10 metri di larghezza, triangolo arrotondato in arena naturale. Peraltro abbiamo curato con attenzione il benessere animale»)  l’ingresso in campo del corteo storico, la gara di tiro alla fune; lo spettacolo di intrattenimento; la gara dei cavalli e la consegna del drappo del Palio 2010 al quartiere vincitore.

  

Marco de' Francesco

Corriere del Veneto, 8 agosto 2010