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LA RICERCA

Lavoro:

la crisi non rallenta

 

Crisi aziendali, nessun segnale di attenuazione. E ancora nei guai i settori metalmeccanico e legno-arredo. Una “sentenza”, quella di Veneto Lavoro (istituto strumentale della Regione che fornisce assistenza tecnica agli enti territoriali) e della Direzione regionale lavoro, che prende spunto dal report sull’impatto occupazionale di aprile.

Mese che ha visto in Veneto 146 aperture di procedure di crisi (5 a Belluno, 35 a Padova, 6 a Rovigo,  34 a Treviso, 27 a Venezia, 16 a Verona e 23 a Vicenza)  contro le 122 di marzo, le 130 di febbraio e le 107 di gennaio; il primo quadrimestre 2010 si chiude quindi con 505 casi, contro i 371 dello stesso periodo dell’anno precedente; quattro mesi che sono costati 10.348 posti di lavoro (338 a Belluno, 3.361 a Padova, 395 a Rovigo, 1.756 a Treviso, 2.710 a Venezia,  478 a Verona e 1.259 a Vicenza) contro i 10.033 del primo semestre 2009. 

Di 505 aperture di crisi, 224 riguardano il settore metalmeccanico,  44 il legno-arredo, 30 l’abbigliamento, 29 l’edilizia, 22 il terziario,  21 il commercio, 15 la gomma e le materie plastiche, 14 le spedizioni e trasporto merci. Più le piccole imprese che le grandi: 290 crisi per aziende sino a 50 dipendenti, 138 oltre i 50 dipendenti (per 77 il dato non è indicato). Su 505 casi, 181 prevedono il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, 314 la mobilità e 10 entrambe.

Le motivazioni della chiusura: 299 per crisi di mercato, 64 per ristrutturazione-riorganizzazione, 33 per fallimento o procedura concorsuale, 29 per decisione aziendale, 13 per chiusura ramo, 3 per cessazione appalto e 64 per altre cause. Sempre nello stesso quadrimestre, sono state autorizzate 42,5 milioni di ore di cassa integrazione (2,7 a Belluno, 8,9 a Padova, 2,1 a Rovigo, 7,9 a Treviso, 3,5 a Venezia, 7,6 a Vicenza e 9,5 a Verona) contro i 12,8 milioni del periodo gennaio-aprile 2009; aprile 2010 segna il calo di quella ordinaria per l’industria (1,8 milioni di ore contro i 2,5 di marzo) «ma – spiega la relazione - la tendenza alla riduzione è giustificata anche dall’esaurirsi, in diversi casi, della possibilità di ricorso allo strumento».

Risultano in corso, al 30 aprile 2010, 572 casi di aziende con trattamenti di cassa integrazione straordinaria (366 al 31 dicembre 2009). Quanto a inserimenti in liste di mobilità collettiva, 3.341 i casi nei primi quattro mesi del 2010, contro i 2.260 dello stesso periodo del 2009 (per la mobilità individuale, 8.822 casi contro 6.982). A Treviso il record  degli inserimenti in lista di mobilità approvati con licenziamento individuale (2.224, nei primi quattro mesi 2010) e con licenziamento collettivo (1008).

 

Marco de' Francesco

Corriere del Veneto, 29 maggio 2010