BELLUNO – A febbraio, si erano raccolti in sit-in davanti alla sede dell’Anas, a Mestre, e avevano fatto sentire alto il loro coro di protesta. Il popolo dei gabellati veneti dalle concessioni sui passi carrai aveva detto no al “pizzo di Stato”, no ai criteri di calcolo dell’Anas, no a cartelle sino a 150mila euro a persona. Tantissimi i Bellunesi, soprattutto da borghi attraversati da statali come Ponte delle Alpi.
Ma è di ieri lo stop in commissione infrastrutture del Senato e arriva dritto dal ministro competente, Altero Matteoli. «I gruppi parlamentari – spiega il senatore del Pd Maurizio Fistarol – erano d’accordo sul mio emendamento al progetto di legge sulla sicurezza stradale diretto ad abolire la tassa, ma Matteoli, pur ribadendo l’impegno formale del governo per abrogazione, ha fatto presente che per ora non se ne parla; il governo non ha stanziato un euro nella finanziaria 2010 per l’Anas, e quindi anche i 17 milioni di euro derivanti dalla concessione fanno comodo».
In pratica, secondo il ministro per abolire la tassa è necessario trovare nuove entrate per l’Anas, ma in tempi di “vacche magre” la soluzione non è dietro l’angolo; e nel frattempo i gabellati devono aprire il portafoglio. «Certo che sono deluso – continua Fistarol – ma è anche vero che finalmente la questione è arrivata in parlamento. Io non mollo, e oggi tanti miei colleghi la pensano come me. C’è condivisione, e non è poco. Resta il fatto, però, che gli impegni formali del governo, senza scadenze precise, non significano molto».
Ma i gabellati non si arrendono. «Ce lo aspettavamo - spiega il vice-presidente del Comitato Passi Carrai Pierangelo Gardenal -; si va avanti, porteremo la vicenda in Europa, e l’Anas sarà costretta a risarcire chi ha già pagato. E’ una questione che ha assunto un’importanza nazionale; quello di oggi era un passaggio: se fosse andato bene, meglio; ma dal momento che è andato male, poco importa. Abbiamo ragione, e prima o poi ci sarà riconosciuta. Il guaio, infatti, deriva da una legge del 1997 che ha conferito all’Anas la facoltà di rivedere i criteri di calcolo; il risultato è che nel ’97 un privato pagava 50mila lire all’anno e un’azienda 500mila; ora il primo sborsa anche 300 euro, e la seconda sino a 11mila. Troppo, “per entrare a casa nostra”».
E poi il no all’emendamento dell’opposizione potrebbe non significare un accantonamento definitivo da parte del governo. «Lo confermo – afferma il deputato Pdl Maurizio Paniz -: ho parlato del problema con Matteoli e so che il ministro ne ha discusso con i vertici dell’Anas, che hanno preso atto della situazione. Non sapevo nulla dell’iniziativa di Fistarol; ma a me Matteoli ha fatto capire che si va verso l’abolizione della tassa, o perlomeno verso una modifica radicale, anche perché i criteri utilizzati dall’Anas per calcolare l’ammontare della concessione sono sbagliati. E’ solo questione di tempo».