PADOVA - Non è più disposta ad aspettare la 49enne professionista della Bassa, che ha indicato in don Paolo Spoladore il padre del proprio figlio di sette anni e mezzo. La signora, che lunedì è stata ricevuta in curia da don Paolo Doni, vicario del vescovo Antonio Mattiazzo, avrebbe chiesto agli alti rappresentanti della diocesi di poter avere un confronto diretto con il sacerdote. La notizia si è appresa ieri da fonti vicine all'episcopato. La donna, inoltre, avrebbe fatto sapere che, nel caso il prete si rifiutasse di sostenere il faccia a faccia, sarebbe pronta a fare ricorso alle vie legali. Ossia ad esperire in tribunale l'azione di riconoscimento della paternità. E di fronte ad una tale presa di posizione, la diocesi si sarebbe riservata qualche giorno di tempo per studiare le possibili soluzioni.
Ciò che non facilita le cose, invece, è il silenzio di don Paolo Spoladore, che dal giorno della denuncia della donna - affidata alle pagine di un quotidiano locale e poi alla consulenza di una esperta legale - non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione. Il predicatore con la passione per la musica e per la comunicazione - attività queste che consentono al presbitero di introitare oltre 700mila euro l'anno, così come risulta dal bilancio della società che cura i suoi interessi (la Usiogope srl, ndr) - resta infatti irraggiungibile. L'unico pensiero attribuibile al sacerdote, sarebbe quello che l'interessato avrebbe affidato lunedì pomeriggio al vescovo: un pensiero di estraneità dalla vicenda e di non responsabilità nel caso di (presunta) paternità. Ma sul punto restano ovviamente molti aspetti oscuri.
Il «Donpa» a breve dovrebbe comunque uscire allo scoperto. Almeno con i suoi fedeli. Proprio domani, infatti, a Santa Maria di Sala, nel Veneziano, il sacerdote è atteso all'apertura di una nuova sessione dei corsi di spiritualità e comunicazione. Si tratta di corsi ambitissimi dai seguaci del 50enne prete padovano, che per partecipare alle lezioni del maestro sono disposti a pagare circa 240 euro per tre giorni. Sarà di fronte ai fedeli che don Spoladore esprimerà il suo pensiero sulla vicenda? O anche con loro proseguirà nel silenzio? L'attesa è alta, anche perché il tempo comincia a stringere. Sia per la diocesi, sia per la 49enne professionista della Bassa.