home

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

padova

economia

 
 
 
 
 
 

 

Jean Sarkozy

Jean, il figlio del presidente della Francia

 

Giovani socialisti

a Sarkozy: «Adottaci»

 


Fa discutere in Francia la candidatura di Jean Sarkozy, figlio del presidente Nicolas, alla testa dell’istituto pubblico di pianificazione de "la Défense", il quartiere parigino considerato la più grande piazza d’affari d’Europa, per il quale si parla di una dotazione di 30 miliardi di euro da spendere nell'ambito del progetto Grand Paris.

Si tratterà  infatti di un centro di potere e di affari di enorme importanza nella regione Île-de-France; ci saranno da reperire le imprese pronte ad insediarsi nei 555.000 mq resi disponibili (l'attuale Défense dispone di 3 milioni di mq di uffici dove risiedono 1500 imprese, fra le quali 14 delle 20 più importanti a livello nazionale). L'attuale presidente del Epad, Patrick Devedjian, ha raggiunto i limiti d'età, 65 anni, e deve dunque lasciare l'incarico; ma il suo successore è già stato designato e le opportune dimissioni del consigliere del Nuovo Centro (alleato dell' UMP di Sarkozy) Hervé Marseille dalla carica di amministratore dell'Epad gli hanno spianato la strada: come amministratore, appunto, potrà quindi ambire alla presidenza.

Si tratta di un ingegnere? Di un architetto? Economista? Urbanista? Sperimentato manager? Niente di tutto questo. Il predestinato ha appena terminato il secondo anno di giurisprudenza ed è consigliere cantonale, guarda caso, nel comune di Neuilly. Il suo nome? Jean Sarkozy, figlio maggiore, 23 anni, di papà Nicolas.

Le accuse di nepotismo, a questo punto, non si sono fatte attendere. In quasi 50 mila hanno già aderito alla petizione on line del movimento democratico del centrista Bayrou, che chiede il ritiro della candidatura del rampollo di casa Sarkozy. Il sito web è andato in tilt per le troppe visite.

Altrettanto puntuali sono state le risposte del Presidente: «In Francia – ha detto Sarkozy – il compito di selezionare le élites spetta alla scuola e le parentele non hanno più alcun peso. Questo vuol dire – ha aggiunto il presidente – che per avere successo, non contano più le origini prestigiose, ma il duro lavoro: le capacità di ciascuno si misurano con l’impegno nello studio e nel lavoro».

Se a difesa del giovane si schierano il padre e il primo ministro Fillon, le critiche più pesanti arrivano dalla stessa maggioranza. Alcuni deputati dell’Ump non nascondono il loro imbarazzo, visto che Jean Sarkozy è ancora uno studente iscritto al secondo anno di giurisprudenza.

«In questo momento c‘è un malessere diffuso in tutto il paese. Ci sono tanti ragazzi che non riescono a trovare un lavoro, nonostante una laurea, e dei master. La candidatura di Jean Sarkozy all'Epad è inopportuna. La politica, consiste anche nell'arte di praticare il buon gusto», ha detto Jacques Myard, parlamentare delle Yvelines. L'ex-deputato dell'Ump, Nicolas Dupont-Aignant, punta persino il dito contro una candidatura che secondo lui «puzza di un nepotismo degno dell'Ancien régime».

Parole in linea con quelle espresse dal Partito socialista, che denuncia un ennesimo episodio nella «concezione monarchica del potere» di Sarkozy, che deve abbandonare «un progetto funesto, che ha già fatto della Francia lo zimbello delle democrazie».  

E alcuni esponenti del movimento giovanile del partito socialista si sono persino inventati una curiosa forma di protesta, inviando all'Eliseo delle"domande d'adozione": con un'alzata di ingegno situazionista, chiedono al presidente di poterlo chiamare "papà", sperando in carriere altrettanto soddisfacenti e luminose. Uno dei promotori dell'iniziativa, Thomas Le Goff, ha spiegato che l'iniziativa «proseguirà su internet dove verranno messe a disposizione le schede da scaricare col formulario per le domande d'adozione». La nostra - scherza - non è un'iniziativa polemica, ma una proposta utilissima rivolta ai giovani disoccuppati o in difficoltà: «Perchè evidentemente è più facile trovare lavoro se ci si chiama Sarkozy».

In ogni caso, a quanti sollevano perplessità circa la giovane età e l'inesperienza del biondo delfino, Patrick Devedjian ha risposto con una dotta citazione ricavata dal Cid di Corneille: «Per le persone ben nate gli anni non contano». A parte le differenze di stile, tutto il mondo è paese.

 

 

Alessandro Turri