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Guardia di finanza

Eredità Conte, la Finanza

sequestra tutto il patrimonio

 

Il pm Dini blocca 12 milioni nei conti correnti di Cadore.

Il mistero sui 32 milioni mancanti. Indagati la moglie e la figlia del maggiordomo


PADOVA – La resa dei conti è arrivata. I militari del Nucleo tributario della Guardia di finanza, capitanati dal maggiore Antonio Manfredi, hanno sequestrato tutto il patrimonio di Mario Conte ereditato dal suo amico e factotum Luciano Cadore.

Un sequestro ordinato dal sostituto procuratore Sergio Dini e firmato martedì dal gip Nicoletta De Nardus. Nel mirino delle Fiamme gialle c’erano soprattutto i conti correnti di Cadore. I finanzieri stavano cercando 44 milioni di euro in contanti, in tutto ne sono stati sequestrati 12, trovati sui conti correnti di Luciano Cadore, della figlia e della moglie. All’appello mancano quindi 32 milioni di euro: quindici sono finiti in una banca delle Bahamas, otto milioni sono quelli che Cadore ha «girato» sul conto di un noto commercialista padovano e per arrivare alla cifra tonda mancano 9 milioni di euro, di cui però non c’è traccia.

Possibile che siano stati usati dal maggiordomo per la gestione dei suoi affari, oltre che per comprare le case e le varie automobili. Com’è possibile che uno di questi nove milioni sia quello donato dal fortunato erede alla Fondazione Libera dell’ex sindaco padovano Giustina Destro, da sempre legata in uno stretto rapporto d’amicizia con il «de cuius». Soldi che però, fanno sapere fonti certe, non possono al momento essere toccati perché frutto di una donazione.

Ma i sigilli della magistratura sono stati messi anche agli appartamenti padovani di riviera Mugnai (dove Conte ha trascorso gli ultimi anni della sua vita), di piazzetta Beato Giordano Forzatè, di piazza Petrarca e nella villa sui colli a Siesa di Teolo. Sequestrata anche la casa cittadina di via delle Laste, che Cadore aveva comprato per la figlia, oltre a circa 15 altre proprietà tra immobili e terreni per un totale di più di 200 aree, e a tre grossi Suv comprati con i soldi dell’eredità per un valore di circa 225mila euro. I due indagati sono Flora Cagnin e Silvia Cadore, rispettivamente moglie e figlia del maggiordomo. A loro il sostituto padovano Dini contesta il concorso in appropriazione indebita e ricettazione

Nicola Munaro
04 novembre 2009

Corriere del veneto