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Belluno, Confindustria contro le banche

Vascellari: «Più trasparenza»

No al caro-commissioni


BELLUNO – Banche, più trasparenza e basta con il caro commissioni. Lo denuncia il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Valentino Vascellari. «Da quando le banche sono costrette a fare soltanto il loro mestiere primario – dichiara Vascellari – e cioè svolgere l'importante compito di fornire alla clientela mezzi di pagamento e di intermediazione tra offerta e domanda di capitali, e da quando devono fare a meno delle risorse aggiuntive derivanti dalla finanza speculativa, i costi delle commissioni sono aumentati. Questi rialzi sono intervenuti in un momento difficile per l’economia del Bellunese».

Vascellari mette tutto in fila. «D’altra parte – continua il presidente - è a seguito dell’abolizione di massimo scoperto prevista dal “decreto Anticrisi” che molti istituti hanno applicato i nuovi costi alle imprese, proprio in queste ultime settimane». Ma la posizione del presidente somiglia più ad un  appello che ad un diktat. «Sono certo che sostenere le imprese oggi in difficoltà perché riescano con successo a superare la crisi, si rivelerà un’ottima opportunità di sviluppo per quegli istituti che sapranno fissare delle strategie a medio termine. Infatti, le banche che si distingueranno per trasparenza, lealtà e anche per la capacità di investire credendo fortemente nella bontà delle attività economiche locali, saranno ripagate dalla stessa fiducia nei mesi a venire». Insomma, il mondo degli industriali monitorerà le banche, e alla fine della crisi distinguerà tra istituti che si sono comportati lealmente e altri che “hanno fatto i furbi”. 

Un appello sì, ma non privo di conseguenze. E il richiamo di Vascellari riguarda anche la questione della trasparenza: a suo giudizio le imprese si trovano ad affrontare un nuov guazzabuglio interpretativo. «Mi dà fastidio l’inadeguatezza della comunicazione – continua il presidente – e la giungla interpretativa di clausole diverse da banca a banca.  Io non posso, come presidente della locale Confindustria, stabilire quali prezzi le banche debbano applicare; ma perlomeno queste potrebbero utilizzare la stessa modulistica, visto che tutti sanno che nel Bellunese adoperano lo stesso software. Sì, attualmente la comunicazione non è limpida, e questo complica la vita delle aziende. Bisogna intervenire rapidamente».

Il punto di vista di Vascellari è già noto alle banche. «Sì – concede il presidente – ho già fatto loro presente la situazione in diverse occasioni». E qual è la posizione delle banche sulla questione?  «Per adesso si sono impegnate a valutarla con noi  - termina Vascellari -. Così come abbiamo fatto in passato, porteremo le nostre considerazioni al tavolo di confronto di Confindustria Veneto con l’Abi (associazione bancaria italiana), alla quale abbiamo già insistentemente proposto che la modulistica utilizzata per le comunicazioni con l’utenza venga unificata per tutto il sistema creditizio, e faremo di questo nostro ulteriore apporto una delle basi per contrattare nuove e più virtuose relazioni di partnership con gli istituti di credito» .

 Corriere del Veneto, 24 maggio 2009

Marco de' Francesco