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Una statua dedicata al giornalista pacifista

 

Discendente del Nobel al Sindaco:

Salviamo la memoria di Moneta


Gent.mo sindaco Flavio Zanonato 

Sono Roberto Moneta, ho 20 anni, abito a Padova e studio giurisprudenza nel nostro Ateneo. E’ proprio all’università che il professore di economia politica ha citato Ernesto Teodoro Moneta (Milano 1833-1918), mio trisnonno, altrimenti totalmente dimenticato nella nostra bella città.  

Moneta è stato l’unico italiano ad essere mai stato premiato con il Nobel per la Pace (10 Dicembre 1907). Era un giornalista lombardo di grande successo. Diresse dal 1898 la rivista “La vita internazionale” e dal 1867 “Il Secolo” (primo vero quotidiano di Milano) raggiungendo le 100mila copie di diffusione e stimolando la nascita del concorrente “Corriere della Sera”. Ma Moneta era soprattutto un intellettuale risorgimentale nonchè grande amico di Lev Tolstoj. Fu protagonista da patriota nelle Cinque Giornate, mazziniano, combattente garibaldino, pacifista militante, e difensore dell’intervento italiano nella Grande Guerra (Libia 1911). Laico-socialista, ma sposato con una cattolica praticante; polemista e duellante irriducibile, ma anche pioniere del progresso e cosmopolita; teorico e anticipatore della Società delle Nazioni e dell’ONU in tempi di militarismi e nazionalismi esasperati. Fondò nel 1887 L’Unione lombarda per la pace e nel 1891 la Società per la pace e la giustizia internazionale. Moneta ha meritato il Nobel per aver promosso la pace attraverso il disarmo e l’arbitrato internazionale, impastando l’idealismo dell’apostolo e il pragmatismo dell’imprenditore lombardo, cioè europeo. Dimenticato ingiustamente - forse per un realismo troppo spinto - quasi certamente incompreso, allo scoppio della Grande Guerra e alle soglie della morte.

Cento anni fa Ernesto Teodoro Moneta, garibaldino, giornalista, pubblicista e assertore della convivenza pacifica tra i popoli, riceveva il Nobel per la pace. Nel 2007 è stato ricordato dalla Provincia d’Imperia, dai Comuni di Milano, Sanremo e di Pavia, dall’Istituto internazionale di diritto umanitario, da Amnesty International e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite che hanno organizzato convegni e “tavole rotonde” coinvolgendo autorità politiche e religiose di spicco.  

Oggi Moneta è un nome che agli italiani dice poco o nulla, come la maggioranza di quei personaggi che hanno dato voce culturale al sentimento civile che ha caratterizzato il Risorgimento. È proprio affinché il suo messaggio di pace e fratellanza non venga disperso nel nulla che secondo me bisognerebbe ricordarlo anche qui da noi, a Padova. Ad esempio, vedendo i lavori della nuova strada alternativa a via Guizza ho pensato che si potrebbe intitolarla a E. Moneta. E’ un opera particolarmente importante per il nostro territorio urbano poiché quasi complementare al Metrobus. A mio parere, proprio visti i conflitti e le polemiche che hanno creato questo nuovo mezzo e la costruzione della nuova strada sarebbe simbolico intitolare la via ad un grande pacifista, promotore del progresso e della fratellanza fra le genti, quale è stato Moneta. 

Nella speranza che prenda in considerazione la mia idea Le auguro una buona giornata e buon lavoro. 

Se vuole può contattarmi:

roberto.moneta@email.it

Cordiali Saluti

 

 Roberto Moneta