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Ma per Bertolussi c'è un nuovo atteggiamento del Fisco

 

Studi di settore

gli sconti non sono per tutti

 


I recenti “sconti” agli studi di settore riguardano solo le categorie colpite dalla crisi. Lo afferma una nota della Direzione regionale del Veneto dell’Agenzia delle Entrate, che specifica: «Equità e selettività sono i criteri-guida degli interventi in materia».

La nota chiarisce che gli studi devono rappresentare uno specchio della situazione economica, ma che non bisogna  garantire i benefici legati alla recessione a realtà che non ne sono effettivamente investite. «Il problema – fanno sapere dall’Agenzia delle Entrate – è che, grazie alla mobilitazione della politica veneta, è passata l’idea di un arretramento generalizzato del fisco di fronte all’offensiva della congiuntura sfavorevole, e che tutte le categorie ne avrebbero beneficiato. Non è così: da un questionario on-line messo tre mesi fa a disposizione di imprenditori ed associazioni  il Sose (società per gli studi di settore creata dal ministero dell’Economia) ha escluso che certe attività siano state colpite». Insomma, c’è chi non ha diritto ad una riduzione degli indici di normalità.

La nota specifica che gli studi di settore vengono aggiornati ogni tre anni e che l’ultimo adeguamento, approvato nel 2008, ha rivisto studi in gran parte fermi al 2005; e che gli incrementi, relativi al triennio 2006-2008, sono stati in alcuni casi completamente annullati dai correttivi anti-crisi del 2009.

E dal fisco ci sono anche delle aperture. «L’Agenzia delle Entrate – continua la nota - ricorda che gli studi di settore puntano a cogliere e a far emergere in maniera mirata situazioni di possibile evasione e non ad aumentare il carico fiscale».  Un atteggiamento di disponibilità colto anche da Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre. «Siamo sulla strada giusta – afferma Bortolussi -; si torna al dialogo tra le parti e si abbandona il modello vessatorio. Ma non siamo certi che questi principi saranno praticati da tutti gli uffici periferici; il nostro dovere, perciò, è quello di vigilare sul loro comportamento».

Bortolussi aveva recentemente bocciato l’ultimo aggiornamento di Gerico, il software che gestisce i dati contabili e ricava quelli fiscali, ed aveva espresso perplessità sulla revisione degli studi di settore, che porterebbe ad un aggravio fiscale per 69 casi su 206. Ma adesso la sua posizione in materia è meno marcata. «Tutto sommato – termina Bortolussi – questa revisione qualche beneficio lo porta, anche se non nella misura che avremmo sperato. Aggiusta un po’ il tiro, e non è poco considerato il momento».   

 

Marco de' Francesco

 Corriere del Veneto, 3 Giugno 2009