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Candidati Voti % Partiti Voti % Seggi
Barbara Degani
285.118 53,9 Pdl
Lega Nord
Liberta' Democrazia Cristiana
Part.Pens-Altri

136.409
123.107
4.473
4.416

27,5
24,8
0,9
0,9

12
10
-
-

Antonio Albuzio
161.803 30,6 Pd
Idv
Prc-Pdci
Sinistra per Padova
Partito Socialista

103.935
32.751
10.592
6.539
1.321

21,0
6,6
2,1
1,3
0,3

8
2
-
-
-

Antonio De Poli
59.741 11,3 Udc
Lista Locale per la Provincia De Poli Presidente
Liga Veneta Repubblica

30.676
14.173
7.911

6,2
2,9
1,6

2
-
-

Luca Claudio


8.631 1,6 La Destra - Altri

6.626

1,3

-

MicheleMunaretto
4.885 0,9 Progetto Nordest
L'Intesa Veneta

2.597
1.613

0,5
0,3

-
-

Paolo Caratossidis
3.362 0,6 Forza Nuova

3.198

0,6

-

Mauro Donolato
1.825 0,3 Non Voto la Provincia

1.633

0,3

-

Adriano Anglani
1.406 0,3 Mpa Movimento per le Autonomie

1.255

0,2

-

Stefano Venturato
1.371 0,2 Pnv-Independensa

1.261

0,2

-

Loris Palmerini
1.151 0,2 Lista Locale Venetie per L'Autogoverno

1.049

0,2

-

 
candidati a presidente eletti consiglieri Albuzio Antonio, De Poli Antonio

PROVINCIALI 2009, PADOVA

La prima volta di una donna

«Io a braccetto con la Lega»

La neo presidente festeggia: «Governeremo insieme»

 


PADOVA - Vittoria al primo turno. Un risultato di cui, in cuor suo, Barbara Degani era intimamente convinta. Un risultato che la settimana scorsa veniva «vaticinato» dai sondaggi interni del Pdl che davano il centrodestra tra il 50 e 52 per cento.

Una vittoria che domenica notte, mentre affluivano i risultati delle elezioni europee un po’ da tutti gli angoli del territorio provinciale, con la somma dei partiti della coalizione abbondantemente sopra il 50 per cento, pareva a portata di mano. La conferma di quello che era qualcosa più di una sensazione piacevole arriva però verso le 20 quan­do nel quartier generale del centrodestra in via Della Croce Rossa il fermento diventa euforia. Quando i seggi scrutinati sono 570 su 876, il Popo­lo delle Libertà viaggia a quo­ta 27,27 per cento e la Lega (ironia della sorte) al 27,27 (poi scenderà al 25,4) il Partito pensionati allo 0,8 e la De­mocrazia cristiana all’1, dai rappresentanti di lista che presidiano tutto il territorio provinciale arriva un messag­gio forte e chiaro: «Partita de­finitivamente chiusa, si vince con un consenso compreso tra il 55 e il 56».

Per la prima volta nella sua storia, sulla poltrona più alta di palazzo Santo Stefano siederà una donna, il suo nome è Barbara Degani. Un risultato tondo il suo (54,6) più vicino al 55 per cento che al «salvifico » 50. Un risultato che fa andare a ruota libera colei che succederà al mandato decennale di Vittorio Casarin. . «Diciamo che non è un risul­tato che arriva inaspettato — commenta la neo presidente della Provincia attorniata dal vociare festante dello staff che l’ha supportata in questo mese intensissimo di campagna elettorale —. Ora posso solo fare una cosa: ringraziare tutte le migliaia di padovani che mi hanno dato fiducia». Dopo i ringraziamenti di rito, la neo presidente, prima di spostarsi a palazzo Santo Stefano passa analisi del voto: «Non c’è dubbio che la buona amministrazione di chi ci ha preceduto, quindi Vittorio Casarin, abbia fatto da traino». Fatta la premessa, la neo presidente passa alle dolenti note, ovvero: il recupero della Lega rispetto alle europee (dal 23,5 al il 27) e la conseguente flessione del Pdl (dal 31,7 al 27,7).

«Per me non è assoluta­mente un problema — mette subito le mani avanti Degani —. Che sia il mio partito ad avere 12 consiglieri e la Lega 10, o viceversa, non cambia assolutamente nulla. Assieme abbiamo vinto e assieme governeremo, che problema c’è?». «Ciò detto, credo che dietro a questa flessione ci siano dei fattori innegabili — continua —. Da un lato ha pagato il radicamento sul territorio dei leghisti e perché, no anche il fattore Luca Claudio. Probabilmente ha inciso anche la circostanza che molti elettori hanno votato solo il mio nome pensando che la preferenza al Pdl fosse automatica ». «Da ultimo — conclude — non si può negare che l’importante risultato di De Poli abbia pesato. In tanti sono convinti infatti che, co­me accade in Regione, l’Udc stia ancora con il centrodestra».

Alberto Rodighiero

8 giugno 2009

Corriere del Veneto