ORA IL PREMIER TEME LE DEFEZIONI AL G8...
Berlusconi, che ieri era di ottimo umore, intende però stringere i tempi e, in attesa del summit di maggioranza previsto dopo il G8, sta lavorando per cercare il modo di rilanciare l'immagine sua e del governo offuscata dalle note vicende di "feste e veline".
«Dopo il G8 dovresti organizzare un bel tour in Africa, finanziando scuole e ospedali, in modo che il mondo sappia di che pasta e di che umanità sei capace». Raccontano che nessun commento sia uscito dalla bocca del presidente del Consiglio quando un suo stretto collaboratore, a caccia di idee per rilanciare l'immagine del premier, si è avventurato ieri l'altro nella suggestiva proposta.
Berlusconi per ora non sembra però disposto a seguire i consigli di chi, nel partito e nel governo, avverte il peso di quella «campagna mediatica che ha procurato più danni all'estero che in Italia».
Nei giorni caldi dell'affaire "Noemi-Patrizia" le nostre ambasciate all'estero hanno lavorato non poco per spiegare e raccontare ai giornalisti delle testate straniere che «le cose non stanno come le rappresenta certa stampa italiana».
silvio berlusconi
Ora il problema delle nostre legazioni diplomatiche sta tutto in quel G8 dell'Aquila che si terrà tra una quindicina di giorni e che fa tremare le vene dei polsi a molti funzionari di palazzo Chigi che temono defezioni dell'ultim'ora di presidenti e primi ministri che potrebbero ricevere pressioni dalla stampa del proprio Paese.
«Il rapporto con il presidente Obama è solidissimo», ricordava ieri l'azzurro Piero Testoni. Non c'è dubbio che il recente viaggio a Washington ha confermato il legame molto stretto dell'attuale governo anche con la nuova amministrazione Usa e l'amicizia con i russi Medvedev e Putin, rappresentano l'altra faccia della stessa polizza che dovrebbe garantire a Berlusconi la riuscita del cummit dell'Aquila.
Dopo il G8, e prima dell'operazione chirurgica che dovrebbe permettergli di risolvere i problemi al collo, il cambio di passo nel partito e nel governo con Sandro Bondi sempre più pronto a lasciare a Paolo Bonaiuti il ministero per dedicarsi solo al partito. Raccontano infatti che Berlusconi, superata la difficile fase delle "veline e delle feste", abbia qualche conto da regolare anche all'interno del governo e della maggioranza.