L’utilizzo della tecnologia laser nei soggetti con dolore acuto e/o cronico ha rappresentato un’importante innovazione dell’ultimo decennio nel mondo sportivo. Atleti di fama mondiale, quali Lance Amstrong nel ciclismo, Bob Watson nell’americana Major League di Baseball, Steve Jones, noto a chi ama il golf, si sono da tempo dichiarati entusiasti dei risultati ottenuti inserendo la laser terapia nella loro preparazione, consigliandola anche agli sportivi amatoriali e dilettanti, che inevitabilmente si confrontano con affaticamento e talora con piccoli dolori e fastidi a ginocchia, schiena, spalle.
Tale applicazione clinica ha trovato riscontro anche in odontoiatria, branca che già conosceva la tecnologia laser come utile ausilio per interventi chirurgici, su tessuti duri e molli, ma che se ne avvaleva anche in altre branche quali l’endodonzia e la conservativa. Dell’avvento del laser a bassa radiazione (Low level laser therapy : LLLT) ha usufruito per prima una branca che invece finora non aveva beneficiato di tale tecnologia (se non per via indiretta, ovvero per la gestione chirurgica di complicate situazioni dentarie, quali inclusioni, estrazioni, presenza di frenuli ipertrofici…): l’ortodonzia e in un senso che può davvero consolidare l’immagine dell’Ortodontista come “dentista buono, che non fa male, ma crea solo sorrisi”.
Il fastidio legato all’applicazione di un’apparecchiatura fissa costituita da racket e bande è comune nei soggetti in terapia, appare da 2 a 24 ore dall’applicazione e persiste, pur attenuata, durante il trattamento, soprattutto accentuandosi in occasione dei controlli in cui l’ortodontista prosegue attivamente nell’iter terapeutico.
Tale sensazione spiacevole, la cui percezione è comunque molto variabile da paziente a paziente, quindi molto soggettiva, può essere normalmente gestita con analgesici locali o con farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), ma studi clinici hanno confermato come la LLLT possa essere un efficace sostituto dell’approccio farmacologico.
L’esposizione ad una fonte LLLT, dal lato linguale e vestibolare degli elementi dentari, per un minuto, subito dopo l’applicazione dell’apparecchiatura ortodontica, sembra non solo avere effetti positivi immediati, ma anche un’azione preventiva per le successive fasi della terapia.
Il meccanismo di azione sembra essere ricollegabile ad un effetto multiplo di aumento della temperatura corporea, rimozione dei mediatori responsabili dell’insorgenza del dolore attraverso un aumento della circolazione locale, riduzione della produzione dei fattori responsabili dell’infiammazione (prostaglandine e interleuchina), incremento della proliferazione dei fibroblasti, cellule che intervengono nei movimenti dentari, e maggiore ossigenazione delle cellule ipossiche.
Ulteriori studi dovranno accertare se tale tecnologia innovativa possa inoltre non solo attenuare il dolore ortodontico, senza interferire in alcun modo con le meccaniche ortodontiche, , ma anche favorire, rendendolo più rapido, il movimento dentale stesso, obiettivo primo della terapia.