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Amministrative 2009

Il Pdl avanza in tutta Italia

 

Questa volta il cliché si è rovesciato. Normalmente il Cavaliere trascina il centrodestra: chi non ricorda le politiche 2006 quando, grazie al suo ascendente sull'italiano medio e al suo impero mediatico, riuscì a recuperare quasi dieci punti in un mese? Un'impresa incredibile, da qualsiasi parte la si osservi. In particolare, gli ultimi giorni di campagna sono in genere terreno di conquista o di rimonta: il premier si esalta nel conflitto, lima gli avversari e serra i ranghi dei partiti che, in un modo o nell'altro, dipendono da lui.

Nell'ultima tornata elettorale, invece, il centrodestra ha superato il premier: il colpo d'ala di Silvio non c'è stato - ed è certo che dai tempi del terremoto abruzzese il mondo per lui è un po' cambiato. Comunque si valutino vicende come il "Noemi-gate" o come la pubblicazione delle foto di Villa Certosa, è innegabile che nell'ultimo mese, a livello generale, il Pdl abbia perso molti punti: anche le proiezioni di Repubblica, la bestia nera del premier, attribuivano al partito degli Azzurri (per le Europee) più del 40%.

Invece, il bottino del Pdl alle amministrative è considerevole. Il partito ha già conquistato 24 province (ne governava solo 9), contro le 14 del centrosinistra, che in precedenza ne guidava 48. Ventuno amministrazioni vanno invece verso il ballottaggio. Ancora non del tutto certo il risultato a Venezia, che oscilla ancora tra la possibilità di un'affermazione del Pdl-Lega al primo turno e un possibile ballottaggio.

Riporto un articolo del Messaggero che mi pare descriva accuratamente il sostanziale successo del Pdl: «Quindici province passano dal centrosinistra al centrodestra, che conquista anche le due province di recente costituzione in cui si è votato per la prima volta. Quattordici restano invece al centrosinistra e altre nove al centrodestra. Nessuna provincia in cui la giunta uscente era guidata dal centrodestra passa invece al centrosinistra. Tutte a guida centrosinistra, infine, le 21 Province che andranno a ballottaggio.

Bologna e Firenze restano saldamente nella mani del centrosinistra con Beatrice Draghetti in netto vantaggio a Bologna su Enzo Raisi e Andrea Balducci in netto vantaggio su Samuele Baldini a Firenze. A Napoli Luigi Cesareo (Pdl) è il nuovo presidente della provincia: incolmabile lo svantaggio per Gino Nicolais del Pd.

A Milano il candidato del centrodestra Guido Podestà ha battuto nettamente il presidente uscente Filippo Penati, ma non ce l'ha fatta a superare il 50% e dunque si andrà al ballottaggio. Ballottaggio probabile anche a Venezia dove Francesca Zaccariotto (centrodestra) ha battuto Davide Zoggia ma è ferma al 48%, e a Torino fra Antonino Saitta (centrosinistra) in vantaggio su Claudia Porchietto (centrodestra).

A Bari il centrodestra con Francesco Schittulli ha superato quota 50% con poche sezioni ancora da scrutinare. Pochissime sezioni mancano a Perugia dove Marco Guasticchi (centrosinistra) ha superato Franco Asciutti. Il Pd vince infine a Livorno: Giorgio Kutufà (Pd) ottiene infatti il 54,4% dei voti contro il 30,1% di Costanza Vaccaro (Pdl).

Teramo, Pdl vince per 59 voti, Pd contesta. Il Pdl vince alla Provincia di Teramo per 59 voti, tanti sono quelli che il suo candidato, Walter Catarra, avrebbe preso in più rispetto al presidente uscente, Ernino D'Agostino, ma sufficienti per superare la fatidica soglia del 50 per cento più uno, ed evitare il ballottaggio. Il dato, appreso in Prefettura, è però contestato dal centrosinistra in quanto vi sarebbero state dei conteggi errati in due sezioni. Secondo un primo conteggio, Walter Catarra, avrebbe preso 86.251 voti, pari al 50,01 per cento; D'Agostino 83.361 (48,34%); Emanuela Di Giacinto (La Destra) 2.831 (1,64%). La lista del centrodestra ha preso meno voti del suo candidato (83.838), totalizzando il 50,25%; quella di centrosinistra ha preso anche in questo caso meno voti del suo candidato 80.352 (48,16); quella di Di Giacinto 2.634 (1,57)».

Marco de' Francesco