L’epatite B è un’infezione virale che si può contrarre principalmente tramite contatto con sangue infetto (ad es. scambio di siringhe infette, punture con aghi infetti), per via sessuale (si previene con l’uso del preservativo) oppure per via verticale (madre-figlio, al momento del parto); tuttavia, per gran parte delle persone infette la fonte di contagio resta sconosciuta. Dopo l’avvento della vaccinazione (1991), i casi di infezione nella popolazione italiana sono in diminuzione. Tuttavia i soggetti non vaccinati o provenienti da aree in cui la vaccinazione non è ancora disponibile possono contrarre la malattia e scoprire di essere affetti casualmente. Quest’infezione, infatti, dà sintomatologia specifica solo in una minima quota di casi, quando si manifesta come epatite acuta o fulminante (il paziente deve essere ricoverato per il monitoraggio). Nella maggior parte dei casi, dopo un periodo di incubazione che può durare fino a 6 mesi, si esprime dal punto di vista sintomatologico come una semplice influenza, ma può anche essere completamente asintomatica. In più del 90% dei casi di infezione nell’adulto la risoluzione è spontanea: il sistema immunitario sconfigge l’epatite B e nel sangue resta il segno dell’avvenuto contatto con il virus, cioè gli anticorpi (in particolare anti-HbsAg, anti-HbeAg ed anti-HBcAg), che funzionano da “memoria immunitaria”. Nel 5% dei casi l’infezione persiste nell’organismo oltre 6 mesi dal contagio e diventa così “epatite cronica”.
Nel caso una persona sappia o scopra di essere affetta da epatite B cronica è utile effettuare una visita specialistica, sia per definire alcune abitudini comportamentali per non aumentare involontariamente la velocità di progressione del danno epatico, sia per concordare uno specifico follow-up, con esami del sangue ed ecografia epatica a tempi prestabiliti. Solitamente, per definire lo stadio preciso di malattia è necessaria la biopsia epatica. Il follow-up è necessario, perché in realtà di questa malattia non esistono i “portatori sani”. Nel caso dell’epatite B cronica è necessario per il medico specialista disporre inizialmente di controlli anche ravvicinati (ogni 2-4 mesi) di esami del sangue, per capire l’andamento della malattia, in modo da iniziare la terapia antivirale quando è opportuno, per bloccare l’attività virale e quindi il danno epatico. Il danno epatico, infatti, può procedere fino alla cirrosi o alle sue complicanze sempre in modo asintomatico. In alcuni casi non è necessaria alcuna terapia specifica, perché il sistema immunitario è capace da solo di controllare il virus senza che dia danni particolari; si procede allora con controlli semestrali di esami del sangue ed ecografia epatica, visto che nel caso dell’epatite B, anche se non è presente la cirrosi, esiste un rischio di epatocarcinoma maggiore rispetto alla popolazione generale. I controlli specialistici sono importanti perchè nel tempo la malattia può presentare riacutizzazioni, anche se di per sé è rimasta stabile in precedenza per lungo tempo. In particolare in caso di terapie con cortisonici o immunosoppressori sono possibili riacutizzazioni, anche gravi, per cui è necessaria una profilassi.
Se scoprite di essere affetti da epatite B cronica: fate eseguire gli esami anche ai famigliari (se non hanno segni di pregresso contatto, procedete con vaccinazione); recatevi da un medico specialista per definire il follow-up appropriato, in base all’andamento della malattia; non dimenticate che è una malattia cronica che può portare a conseguenze gravi senza dare segni di sé in precedenza, perciò seguite le indicazioni del medico: in questo modo sarete tranquilli e avrete disponibili tutte le armi perché questa avversaria non possa farvi paura.