E’ la prima volta che, in quasi due anni di pubblicazione del giornale, scrivo un articolo che tratta di politica. Credo, indipendentemente dalle convinzioni personali di ognuno, che la fondazione del nuovo partito “Popolo delle Libertà”, sia un evento storico per la politica italiana: un evento che rivoluziona di fatto la politica nazionale.
Per la prima volta infatti, i due maggiori partiti del centro-destra italiano, hanno deciso di fondersi in un nuovo soggetto che, nelle aspettative e nelle speranze dei quadri dirigenti, degli iscritti e dei simpatizzanti, dovrebbe diventare il più grande partito di riferimento del nostro Paese.
Il PDL nasce con molte aspettative e speranze, ma anche con certezze ed alcune difficoltà.
Sarebbe presuntuoso non ipotizzare, specialmente all’inizio, che si possano presentare delle complicazioni anche derivanti dalla cultura e dalle organizzazioni diverse dei partiti fondanti.
Un confronto questo che potrà, in alcuni casi , essere anche aspro ma che fonda le sue radici - ed è questa la vera forza - sulla consapevolezza che si devono mutuare le proprie prerogative nei confronti del bene supremo: l’interesse dei cittadini.
“Entusiasmo” è il leitmotiv della tre giorni romana, inneggiato dagli interventi dei relatori ma soprattutto dai giovani e dalle migliaia di partecipanti al congresso.
Un partito, quello fondato la scorsa domenica, che deve essere espressione di libertà per tutti, espressione del merito democratico, della valorizzazione delle individualità, della tutela degli interessi collettivi: un progetto ambizioso però stimolante e che fa ben sperare.
Il passo successivo, e forse anche quello più difficile dopo la costituzione, sarà quello di approntare e strutturare questo partito nel territorio, cercando di trovare la migliore sintesi possibile tra le “anime” che compongono il PDL.
Nota sicuramente condivisa da tutti, è che la nascita di questo grande partito italiano, insieme a quella del PD, ha radicalmente cambiato gli scenari della politica nazionale tradizionale.
Solo i prossimi anni potranno confermare se questa evoluzione sia stata funzionale ed efficace per rispondere alle esigenze dei cittadini e per riqualificare la politica stessa.
Durante l’assise romana una frase è rimasta impressa nella mia mente, ed è una citazione che credo possa e debba essere di tutti, indipendentemente dal ruolo o credo politico: “la libertà non ci è mai data per sempre, va difesa ogni giorno”.
Per cui in bocca al lupo per questa nuova avventura che riguarderà, volenti o nolenti, il futuro del nostro Paese.