La nuova intesa Berlusconi - Sarkozy per la cooperazione sull’ energia nucleare apre la strada al futuro utilizzo di questa fonte di energia, per la verità non nuova per il nostro paese ma che era stata abbandonata per in seguito al referendum dell’ 1987.
L’accordo punta a creare un alleanza iniziale tra l’italiana Enel e la francese Edf per costruire quattro centrali nucleari in Italia (la prima dovrebbe esser operativa a partire dal 2020) e più in generale una collaborazione all’ interno dei diversi campi della filiera nucleare .
Le 4 centrali nucleari saranno dotate di reattori EPR per un totale di 6400 Mw (ciascuna centrale avrà 1600 megawatt) e saranno costruite dalla costituente joint-venture tra Enel e Edf.
Gli italiani saranno d’accordo? Il presidente del Veneto Galan si è detto favorevole a poter ospitare una nuova centrale nella nostra regione, ma molti della stessa maggioranza si sono opposti perché ritengono che la regione già contribuisca abbastanza con le centrale di Porto Tolle. Franco Manzato vicepresidente con delega al turismo invita a riflettere affinché una centrale nucleare non comporti solo oneri ma anche vantaggi alla popolazione veneta.
Quali sono i vantaggi?
Le centrali nucleari, a differenza delle termoelettriche, non hanno emissione di fumi poiché non sfruttano il principio della combustione per la produzione di calore e non provocano quindi alcun inquinamento atmosferico, ad eccezione del vapore acqueo. Il rinnovato interesse per l’energia nucleare è dovuto anche alla carenza di combustibili fossili, il che fa del nucleare un’ alternativa allettante dal punto di vista economico, inoltre è una fonte di energia “verde” come l’ha recentemente definita l’ Unione Europea, perché importante strumento di lotta contro l’aumento della temperatura terrestre.
Ma non è tutto ora quel che luccica, i paesi non hanno mai risolto il problema delle scorie radioattive per ora sistemate in giacimenti sotterranei di fortuna. Gli atomi radioattivi di alcuni elementi possono impiegare milioni di anni prima di non essere più nocivi! Tuttavia la quantità di scorie nucleari è pari all’ 1 % del totale dei rifiuti altamente tossici che si producono. Ovviamente questa percentuale non può che salire se sempre più paesi sono pronti all’ utilizzo di centrali nucleari.
Che dire però di quel famoso referendum dell’87? bisogna chiarire innanzitutto che i tre quesiti posti pur avendo tutti trovato accoglimento e dunque mostrato un rifiuto politico all’ uso del nucleare, non vietavano espressamente la costruzione di centrali in Italia, ma la rendevano praticamente impossibile. Quel voto ad un anno dal disastro di Černobyl' aveva un esito quasi scontato.
Inoltre dopo oltre vent’anni la situazione è molto cambiata, sono cambiate le persone e le loro esigenze. Si ricordi che solo pochi mesi fa, nel pieno dell’ inverno una controversia Russia - Ungheria per il controllo di un oleodotto che fornisce il continente ha rischiato d lasciare al freddo mezza Europa, gli italiani sentono necessità di avere una propria indipendenza e non vogliono essere alla mercé delle potenze energetiche.
Altri ancora si domandano perché farsi tutti questi scrupoli quando a pochi Km dalla frontiera, Slovenia e Francia producono energia nucleare che vendono all’ Italia, sembra un paradosso non essere coperti dal pericolo di un’ eventuale esplosione e pagare comunque un prezzo non certo di favore.
Un paio di riflessioni vanno fatte a livello globale: il nucleare è il lato “buono” di un’ energia enorme, ma con lo stesso procedimento si può dare vita a mostri nucleari(come le bombe atomiche) di pericolosità indicibili. Si è sempre capaci di scindere tra campo civile e militare?
Il nucleare non può che essere un supporto temporaneo al bisogno di energia, l’unica vera via per rendere la Terra e i suoi abitanti liberi dalla perenne necessità di “disfarsi” di qualcosa (fumi, gas, scorie nucleari, immondizia) e allo stesso tempo soddisfare le esigenze è ricorrere a fonti di energia rinnovabili che la natura fornisce.