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Un kebab

 

Due pesi e due misure

 


La legge è uguale per tutti? Italiani e stranieri per la legge e per i controlli dovrebbero essere uguali; ma a volte, per scarsa informazione da parte delle autorità competenti, questo non accade.

Sono il proprietario del bar V. situato a Padova in centro; la mia famiglia ne è titolare da tre generazioni e dal 1951. Licenze e autorizzazioni sono le stesse. Pochi giorni fa si sono presentati due vigili urbani per un (così pensavo) semplice controllo, che mi hanno invitato ad esibire la documentazione: carta identità, licenza commercio al minuto, licenza di somministrazione alimenti e bevande, licenza alcolici e superalcolici, autorizzazione sanitaria, autorizzazione per la detenzione di giochi da intrattenimento meccanici (flipper e freccette), autorizzazione per la detenzione di apparecchi elettronici ( video poker),i nulla osta e i  documenti di conformità. Alla fine, dopo aver redatto il verbale, mi hanno fatto sapere che erano venuti in seguito ad un esposto fatto contro la mia attività da parte di alcuni cittadini, riguardante alcune lamentele di cittadini e negozianti della zona.

Abito a pochi metri dal mio bar ed ho le camere da letto che danno direttamente su via Beato Pellegrino; perciò so benissimo che a certe ore della notte ci sono problemi di ordine pubblico: ma la mia famiglia è a letto e la mia attività è chiusa. Ho dunque fatto capire ai vigili che a poche centinaia di metri ci sono le piazze dove i problemi sono molto più grandi e difficili da risolvere per l'amministrazione comunale. Ho anche segnalato che un locale davanti al mio, un kebab di proprietà non italiana, tiene aperto fino alle 4 di mattina e vende non solo i propri prodotti (è una attività artigianale e non di commercio al minuto o di somministrazione) ma anche bibite, birre e liquori fino all’ora in cui di fatto chiude, con conseguente consumazione dei prodotti sia all’interno che all’esterno del locale anche con l’utilizzo di tavoli e sgabelli.

Eppure alcolici dopo le due non si possono vendere. Ho fatto anche presente che a 200 metri,  alla fine della via, esiste un altro Kebab ed una discoteca del tipo Arci e che le persone, in particolare studenti stranieri, escono dal tale locale bevuti e probabilmente anche drogati schiamazzando lungo la via dalle 4 alle 6 di mattina. I kebap e la disoteca sono una miscela diventa esplosiva, soprattutto di mercoledì dalle 2 alle 6 di mattina, perché dopo lo sballo delle piazze le persone si riversano in questi locali per la consumazione del panino o pezzo di pizza, birra o superalcolici provocando danni ad auto, bidoni e attività commerciali, e disturbando la quiete notturna.

Non è la mia attività a arrecare disturbo. Non capisco perché ai Kebab venga concesso di svolgere indisturbati l'attività di somministrazione di alimenti e bevande alcoliche, come se fossero dei ristoranti, con la sola comunicazione alla Camera di Commercio di apertura di laboratorio artigianale: qualcosa non va.

Durante il controllo peraltro, è entrato un signore di colore con una valigia mezza aperta contenente indumenti di vario genere e, con una maglietta in mano, ha chiesto a me ed ai miei clienti se qualcuno voleva comperare questi prodotti: ho chiesto immediatamente ai vigili di valutare se questa persona avesse le autorizzazioni comunali per esercitare questa attività. I vigili non hanno fatto i dovuti controlli da me richiesti e la persona di colore ha levato le tende con estrema tranquillità.

Due pesi e due misure per italiani e stranieri.

Maurizio Rossi