home

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

padova

economia

 
 
 
 
 
 

 

Poliziotti sfilano in parata

 

Il sindacato del Terzo millennio

 


Sta avvenendo, lentamente ma inesorabilmente, una profonda mutazione nelle relazioni sindacali sia nel privato che nel pubblico: è una mutazione inevitabile correlata ad una realtà politica, economica e sociale e soprattutto globale che sta assumendo connotati  diversi da quelli a cui eravamo assuefatti negli ultimi decenni dello scorso secolo. 

Non siamo solo transitati in un Millennio diverso, ma anche in un mondo diverso, che forse ci incute paura per le crisi economiche e per i tanti problemi che ci attanagliano, ma che ha anche i suoi aspetti positivi che vanno colti, interpretati ed valorizzati. 

Il sindacato, inteso nella sua ampia accezione  di organizzazione sociale di interposizione tra istituzioni, classe imprenditoriale e capitale umano, o meglio risorse umane, con le finalità di rappresentare e tutelare tali risorse, ha subito negli ultimi decenni l’onda d’urto di una sociètà in cambiamento senza spesso riconoscere o accettare tale realtà. 

Quindi è rimasto indietro, ha perso vitalità e capacità di intercettare i nuovi bisogni dei lavoratori perché non ha saputo essere protagonista o uno dei principali attori del cambiamento. 

Oggi, per stare al passo con i tempi, deve subire  le regole che vengono dettate dalla politica o abbarbicarsi in una strenua quanto risibile difesa di vetusti schemi che nemmeno la classe che si pretende di rappresentare può più accettare. 

E’ il quadro che si presenta in questi giorni agli occhi di tutti. 

Come si pone in tale contesto generale il sindacato di Polizia? 

Purtroppo negli anni, un sindacato particolare, l’unico sindacato riconosciuto da una legge dello Stato, il sindacato della Polizia di Stato, ha deliberatamente ignorato, annullandola di fatto,  una peculiarità che era opportunità, forza giuridica per porsi autentica e autorevole voce di rappresentanza della categoria. 

Agli inizi degli anni  ’90 del decorso secolo il sindacato di polizia rinunzia alla sua peculiarità, cede la forza di rappresentanza in cambio di un ipotetico e presunto potere per le organizzazioni, le oligarchie che si stavano consolidando, ma non per i  poliziotti. 

Viene, con il tacito assenso generale, eliminata  la condizione che rendeva forte la rappresentanza degli uomini della Polizia di Stato, e quindi violata la legge istitutiva del sindacato, la legge 121 del 1981 che vieta qualsiasi collegamento del sindacato di Polizia ad altre organizzazioni esterne. 

Le organizzazione della Triplice irrompono all’interno della rappresentanza dei poliziotti, posizionano le loro sigle ( la legge lo vietava e lo vieta) ed invadono una cultura sindacale originariamente formatasi sul volontariato, sulla genuinità delle intenzioni e delle azioni, trasformandola nella sua essenza per adeguarla a schemi e metodi imperanti in quegli anni e che ancora purtroppo resistono. 

Sono gli stessi anni in cui nasce il COISP, un sindacato di controtendenza, una piccola bandiera isotata,  ma issata con la sola forza  della fede nelle proprie idee, una bandiera tesa  a proiettarsi, a far volare quelle idee. 

Il seme attecchisce perché c’erano in quel momento appartenenti alla Polizia che desideravano mantenerne in vita l’indipendenza: lo testimoniano coloro che hanno contribuito a far diventare quel sindacato immediatamente rappresentativo  ed i tanti nostri responsabili che hanno affrontato a testa alta  non poche difficoltà per issare quella bandiera in questure, commissariati ed altri uffici nelle varie regioni e province. 

Sono state persone coraggiose, forse oggi anche dimenticate, ma che hanno costruito un pezzo di storia della sindacalizzazione nella Polizia di Stato. 

Il COISP è vissuto sempre accerchiato, considerato una monade, una voce fuori dal coro,  in un contesto che si tramutava ed assumeva connotazioni estranee anche agli stessi bisogni degli appartenenti alla Istituzione Polizia. 

Se l’indipendenza è stato il valore fondante del COISP, altri principi ne hanno alimentato la linfa ed il percorso. 

La solidarietà interna, la lotta ad ogni forma di corruzione, l’etica nelle relazioni, la valorizzazione della meritocrazia: principi  che hanno costituito le tematiche di Convegni, Congressi, Seminari, documenti ufficiali, proposte al Governo ed al Parlamento. 

Oggi, anno 2009, si delinea un mondo, una società globale e locale che non sarà più quella di prima, a discapito di qualsiasi illusoria speranza di mantenere in piedi l’esistente  con il suo coacervo di  compromessi, rampantismo e di  individualismo ancora imperante. 

Anche il sindacato deve saper fare la sua parte perché si possa imboccare la strada giusta ed il COISP può serenamente attingere ai suoi valori, più attuali che mai, più validi ancora, perché rispondenti alla domanda di un società più equa, più attenta all’uomo, più solidale. 

Dobbiamo essere orgogliosi di tali intrinseci nostri valori , per i quali abbiamo anche pagato prezzi molto alti, ma che hanno sempre costituito l’anima del COISP. 


Coisp

(Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle Forze di Polizia)