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Una stazione di servizio dell'azienda viennese

 

OMV abbandona il Triveneto

«Non conviene più, meglio l'Est»

 


OMV lascia l'Italia e si concentra sull'area danubiana, l'Europa sudorientale e la regione del Mar Nero. Il gruppo viennese, 20 miliardi di euro di volume d'affari e più di 30mila dipendenti, principale impresa mitteleuropea nel settore del petrolio e del gas naturale (con capacità di raffinazione annua pari a 26 milioni di tonnellate), attivo in Italia dal 1991 esclusivamente nel settore delle stazioni di rifornimento tramite la controllata OMV Italia Srl, mette in vendita l'intero pacchetto italiano: 96 stazioni, tutte nel Triveneto, di cui 65 in Veneto, 15 in Trentino Alto Adige  e 16 in Friuli Venezia Giulia.

«La vendita – fanno sapere all'OMV – non pregiudicherà i posti di lavoro, 19 nella sola sede veronese. "Conditio sine qua non" per l'acquirente è che i lavoratori siano re-impiegati». La trattativa dovrebbe concludersi l'anno prossimo, ma non sono noti ulteriori particolari.

«In considerazione dell'inasprimento della concorrenza nel mercato europeo – fanno sapere – e per ragioni di ottimizzazione della rete, l'azienda ha deciso di investire in quei mercati  dove è riuscita a conquistare importanti quote e che presentano significativi potenziali di crescita». In altre parole, almeno per l'OMV l'Italia e soprattutto il Triveneto non sono più convenienti.

La prima stazione di rifornimento OMV è stata aperta nel 1991 a Nalles (Trentino Alto Adige). Nel corso degli anni successivi, la rete è stata ampliata; nel 2008 la quota di mercato del gruppo era del 3% per l'Italia settentrionale e dello 0,4% per l'intero Paese. Ma ora la società considera il nostro mercato "saturo" e "privo di concrete possibilità di sviluppo". Nei prossimi mesi saranno condotti i colloqui con i potenziali interessati alla compravendita.   

 

Corriere del Veneto, 24 febbraio

Marco de' Francesco