PADOVA - La Banca popolare etica compie dieci anni, raddoppia il credito e si prepara alla svolta europea. «Un decennio molto positivo – commenta il presidente Fabio Salviato -: abbiamo finanziato un settore, il no-profit e la cooperazione sociale internazionale, fino a poco tempo fa escluso dal credito. E ci stiamo preparando a diventare la prima banca cooperativa popolare europea, sempre con sede a Padova. Nascerà l'anno prossimo dalla fusione per incorporazione con banche a noi simili: la spagnola Fundación Fiare e la francese Nouvelle Économie Fraternelle».
Dodici filiali e una rete capillare di promotori finanziari chiamati "banchieri ambulanti", la Banca Etica ha una raccolta di risparmio pari a 560 milioni di euro, cui si aggiungono gli oltre 230 milioni di euro di patrimonio affidato alla società di gestione del risparmio, Etica Sgr. Banca Etica sta finanziando iniziative di economia sociale per 432 milioni di euro.
«Abbiamo circa 30mila soci e altri 20mila clienti – continua Salviato – che condividono non soltanto sportelli, bancomat e conti correnti, ma anche un codice etico: tutte le nostre operazioni sono rintracciabili, secondo un principio di trasparenza. Ora sosteniamo con forza lo sviluppo delle energie rinnovabili: eolica, solare e fotovoltaica».
Nel 2009 la banca ha deciso di raddoppiare il credito. «Le piccole e medie imprese soffrono molto – afferma Salviato -: la congiuntura significa anche una "stretta" generale. La nostra politica è diversa: abbiamo moltiplicato per due il credito». Per Salviato l'unico modo per uscire dalla crisi è tornare a "far banca" e alla "sana e prudente gestione". «Per anni è prevalsa la finanza – conclude -: paradisi fiscali, assenza di controlli e titoli "tossici". E' ora di scrivere regole nuove».