Un'indagine commissionata dal sindacato medico Anaao Assomed ha evidenziato dati importanti: il 54% degli italiani preferisce il Servizio Sanitario Nazionale; il privato piace solo a 3 italiani su 10; i medici vengono considerati competenti. Resta però il divario tra Nord e Sud.
Il Sistema Sanitario Nazionale piace agli italiani, che anzi lo preferiscono al privato. Solo 3 italiani su dieci, infatti, dichiarano di aver più fiducia negli ospedali privati: la sanità pubblica dunque sfata il pregiudizio negativo diffuso in Italia e si scopre anche che i pazienti considerano i medici abbastanza o del tutto competenti.
L'indagine promossa dal sindacato medico Anaao Assomed e realizzata dalla Swg di Trieste su un campione rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 25 anni promuove quindi a pieno titolo gli ospedali pubblici. Con una sostanziale differenza tra nord e sud: al nord è il 66% della popolazione a fidarsi della sanità pubblica, mentre al sud la percentuale scende al 41%. Nello specifico è la qualità dei servizi sanitari regionali ad essere percepita in modo estremamente differente: soddisfacente o del tutto soddisfacente per il 74% degli italiani al nord, contro il 24% degli italiani al sud.
Giudizi quasi analoghi sul personale medico e sanitario, che risulta promosso dal 70% degli italiani (80% nord, 63% centro e 60% sud). Gli ospedali del sud sono invece penalizzati per la gestione, con giudizi che scendono sotto la soglia del 50% quando si parla di comfort, vitto, organizzazione, servizi di informazione e igiene.
Non si tratta certo di una novità, piuttosto dell’ennesima conferma che emerge da questa analisi. Secondo l'82% degli italiani al Meridione negli ospedali della propria Regione sono infatti diffuse o molto diffuse le carenze organizzative (il valore medio è del 57%) e questo significa che la maggior parte della sfiducia è basata sulla malasanità che non ha a che fare con il sistema sanitario in sé, ma con la sua gestione.
«La gestione delle inadeguatezze - ha spiegato il Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio - è di competenza regionale. Le Regioni più critiche sono Campania, Sicilia e Lazio, per cui abbiamo predisposto piani di rientro che aiuteranno queste Regioni ad uscire dalle condizioni non ottimali di gestione dei servizi. Il Ministero metterà la sanità a sistema, con indicatori di input e output, per misurare anche ciò che il sistema produce». Circa la metà degli intervistati giudica comunque positivamente la Sanità della sua Regione e, nello specifico, il servizio ospedaliero della sua città.
Tra i difetti evidenziati dagli italiani nel nostro sistema sanitario trovano spazio, in particolare, due questioni: mancanza di umanizzazione e scarsa assistenza agli anziani. Su quest’ultimo tema andrebbero investite, secondo gli intervistati, molte più risorse, dal momento che andiamo incontro ad un invecchiamento della popolazione. La domanda di concentrare l'attenzione verso l'assistenza agli anziani proviene soprattutto dai soggetti delle regioni del Centro (67%) e dagli gli over 65enni (64% contro il 50% di chi ha meno di 35 anni).
Tutto sommato quest'indagine dimostra comunque come, a trent'anni dalla sua nascita, il Sistema Sanitario Nazionale stia al passo con gli altri paesi, anzi dimostra di avere le potenzialità per essere uno dei migliori sistemi sanitari del mondo.