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Luis Durnwalder, Presidente della Provincia autonoma di Bolzano e vicepresidente della Regione Trentino Alto-Adige

Borse di studio

il soccorso di Trento oltre il confine

 


BELLUNO - «E' l'ennesimo risultato delle diverse disponibilità di risorse economiche tra noi bellunesi e il Trentino-Alto Adige». Queste le parole del sindaco di Falcade Stefano Murer sull'iniziativa della Regione Trentino Alto Adige che finanzia borse di studio per soggiorni in Austria, Germania, Gran Bretagna, Irlanda e Francia. La questione è che il progetto si rivolge non soltanto a tutti gli studenti della terza classe degli istituti superiori trentini e altoatesini, ma anche a quelli di alcuni comuni confinanti: Pedemonte (nel Vicentino), Colle Santa Lucia, Cortina d'Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana (nel Bellunese), Magasa, Valvestino (nel Bresciano). Insomma, se lo studente è di Livinallongo può partecipare all'iniziativa, ma se è di Lamon o di Sovramonte no.  «I Trentini – continua Murer – travalicano i confini, si infiltrano in territori al di là della loro competenza e creano malcontento tra la gente. Come faccio io a spiegare ad un ragazzo di Falcade che non può partecipare ad un progetto di cui beneficia un suo amico di Cortina?».

Per Luis Durnwalder, presidente della Provincia di Bolzano, la questione non si pone. «Ci sono due capitoli di spesa particolari in proposito – chiosa Durnwalder -: uno per le minoranze linguistiche all'interno del nostro territorio, e l'altro per quelle che si trovano altrove. In base al secondo, che è di mia competenza, possiamo per esempio aiutare quei ragazzi che risiedono in centri ladini o di lingua tedesca».

Murer non pare convinto. «Anche a Falcade – termina il sindaco – non mancano i ladini. La verità è che i trentini fanno i belli con soldi che sono anche nostri, grazie all'autonomia. O mettono le risorse a disposizione di tutti, oppure se le tengano strette nel proprio territorio». 

Sono dieci anni che la Regione Trentino Alto Adige organizza soggiorni all'estero. La regola degli studenti oltre confine è stata introdotta l'anno scorso, e aveva suscitato polemiche. «È un atto che contraddice completamente la linea di collaborazione con noi e la Regione Veneto che Dellai aveva tenuto fin qui»  - aveva dichiarato il presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon; che aveva chiesto al collega Lorenzo Dellai «che, nel caso di azioni del genere, ci si possa muovere in maniera congiunta e coordinata». Non è stato ascoltato.

«Per ottenere la borsa di studio – spiega Franco Beber, direttore dell'ufficio per l'integrazione europea e gli aiuti umanitari del Trentino - Alto Adige – i ragazzi devono disporre di un curriculum scolastico positivo, conoscere le istituzioni europee e superare un esame scritto e orale. Non abbiamo finalità di lucro. Il contributo varia a seconda del reddito familiare: l'esperienza all'estero può essere gratuita o costare poco (50 o 100 euro al mese); solo nel caso in cui una famiglia sia molto benestante può essere chiamata a contribuire alle spese. E' un'esperienza importante per gli studenti. L'anno scorso un ragazzo di Colle Santa Lucia ce l'ha fatta. Quanto alle critiche, io non penso sinceramente che la soluzione sia nel privare ragazzi di alcuni comuni veneti di una chance determinante».

Più favorevole all'iniziativa il sindaco di Lamon Vania Malacarne. «Lamon – dichiara la Malacarne – sta lavorando per collaborare con Trento in diversi settori; non escludo che in futuro si possa trovare degli accordi anche sulle borse di studio».    


Marco de' Francesco

Corriere del Veneto

9 gennaio 2009