Z.I.P. è l’acronimo di Zona Industriale e Porto Fluviale di Padova, ma forse pochi sanno che l’80 % della Zip non è industriale in senso stretto, ma è divenuta un'area economica con una diversificata offerta anche commerciale e di servizi.
Con l’approvazione della mozione Berno-Franceschini, votata in Consiglio Comunale il 22 settembre 2008, in estrema sintesi, il Comune di Padova ritiene che la Zip Nord, in futuro, dovrà essere una concentrazione di direzionale e commerciale (anche se ha grandi industrie al suo interno) e la Zip Sud dovrà rigorosamente essere «manifatturiera».
Motivo, fuori da posizioni ideologiche, i punti non condivisibili sulla mozione.
- Concordo che il consorzio ZIP abbia esaurito la sua funzione (da tempo, aggiungo) e che debba cambiare la sua mission, se si desidera tenerlo comunque in vita. Bisogna domandarsi, per esempio, se la Zona Industriale sia funzionale al Consorzio ZIP, piuttosto che viceversa, come dovrebbe: avere enti, più di quanto necessario, potrebbe generare nel cittadino lo sgradevole sentore di veder male amministrate le risorse.
- Padova è sede di istituti che sviluppano ricerca, come è purtroppo vero che rimane scarso il trasferimento sulle realtà d’impresa locali. Vista la reale natura del problema, cosa si vuol fare per promuovere il trasferimento Università-Aziende? Perché affermare che se c’è l’Università, il CNR etc., si otterrà la presenza di aziende High Tech? Non è francamente velleitario? Qual è il piano strategico? Anche perché Nomisma, nel proprio elaborato “Studio di Fattibilità per la promozione di una Società di Trasformazione Urbana in Zip Nord e Zip Sud di Padova“ sostiene che “la riqualificazione produttiva non deve riguardare necessariamente l’insediamento di nuove industrie ad alta tecnologia bensì la rigenerazione delle tecnologie e dei comparti radicati nell’economia locale”; e ribadisce anche “le PMI incontrano molti ostacoli all’introduzione delle innovazioni.”, ed inoltre “Altro problema è la mancata interazione tra ricerca scientifica e ricerca industriale”. Qual è l’intero piano strategico?
3) Il “Centro servizi per l’innovazione”, belle parole prive di contenuti: cosa ci sarà dentro la “Torre della Ricerca”? Il Consigliere Berno afferma che il “Centro servizi per l’innovazione sostenibile” (Torre della Ricerca) servirà le aziende, sarà quindi un centro in grado di erogare servizi avanzati alle aziende padovane. Allora NON si venderanno gli spazi ad aziende ma si collocheranno laboratori per la ricerca dei Centro d’eccellenza che Berno ha citato (Università, CNR, Agripolis, etc.). Perché se invece si collocheranno aziende (che pagheranno i metri quadrati acquistati o affittati), questa mi sa più di operazione immobiliare che di “Innovazione”…
Nessuno ha speso una parola su questo punto, si può sapere cosa si vuole fare, con precisione?
4) La distinzione ZIP nord e ZIP sud. Ma per quale ragione all’interno del PAT e del PATI debbono essere trattate diversamente? Perché si vuole sradicare l’omogeneità caratterizzante la ZIP? Che disegno c’è sotto? La perplessità emerge dal fatto che chi per primo ha evocato e proposto questa differenziazione è stata proprio Nomisma che, nella sua relazione “Studio di Fattibilità per la promozione di una Società di Trasformazione Urbana in Zip Nord e Zip Sud di Padova”, parla di “riqualificazione della ZIP nord tramite l’insediamento di un Polo dell’Innovazione”. Ora il Polo dell’innovazione sarà collocato in ZIP sud. Non sarebbe più corretto quindi riqualificare la ZIP sud? Se non v’è più la ragione di differenziare la ZIP sud dalla ZIP nord, perché ci si ostina a voler limitare la ZIP escludendo la parte nord? Perché non si favorisce piuttosto un progetto di maggiore omogeneità delle due ZIP, agevolando la naturale e fisiologica trasformazione della ZIP, determinata dalla graduale mutazione della struttura economica di Padova, permettendo ad entrambe le “ZIP” di riqualificarsi gradualmente per rispondere meglio alle sfide del mercato?
Questi sono dei rilievi, sui quali sono disposto ad un confronto costruttivo con i consiglieri di maggioranza, con l’obiettivo di contribuire al bene della mia città, piuttosto che accettare passivamente le decisioni dell’amministrazione comunale. Motivi per cui se la mozione non si può discutere, non si può nemmeno approvare.