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Crollano i prezzi delle materie prime, ma non quelli dei prodotti

 

Caro-spesa, 332 euro in più nel 2008

 


Alla fine di quest'anno il supermercato, alle famiglie italiane, costerà 332 euro in più; molto penalizzati i nuclei numerosi, con tre o più figli, che arriveranno a spendere quasi 500 euro in più rispetto all'anno precedente. 


Secondo il direttore della Coldiretti di Padova è scandaloso che il dimezzamento del prezzo del grano dall'inizio dell'anno, oltre ad aver provocato una situazione drammatica nelle campagne dove non si riescono più a coprire i costi della coltivazione, non abbia portato alcun tipo di beneficio ai consumatori di pasta che paradossalmente continua ad aumentare fino a registrare un + 30 %; e ancor più scandaloso è che i maggiori incrementi si registrino su base annua per la pasta di semola di grano duro. La situazione è drammatica nelle campagne con il grano tenero che è sceso sotto i 16 euro per quintale e quello duro sotto i 22 euro per quintale, valori che non consentono di coprire i costi di produzione in forte ascesa (+56 per cento in un anno per i concimi).


Mentre i prezzi alla produzione agricola sono calati de 6 e mezzo % a settembre, quelli al consumo continuano ad aumentare a conferma dell'esistenza di pesanti distorsioni nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola. A questo proposito è giusto ricordare che per ogni euro speso dai consumatori in alimenti, ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all'industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori che devono affrontare i costi crescenti delle materie prime e dell'energia.


Il danno generato da questa situazione per il mondo agricolo è duplice; da una parte perché si verifica un calo dei consumi che riduce le potenzialità produttive delle imprese e dall'altra non si consente un'adeguata remunerazione del prodotto agricolo che in molti casi non copre i costi vivi di produzione in costante crescita.


La Coldiretti di Padova ha individuato fra le possibili soluzioni, prima di tutto una maggiore concorrenza tra sistemi distributivi e tra prodotti, sostenendo con impegno la necessità di dare spazio sugli scaffali della grande distribuzione ai prodotti locali a km 0, di stagione per ottimizzare il rapporto prezzo e qualità, ma anche di contenere i costi energetici e ambientali a carico ai prodotti importati da lunghe distanze.


A fronte della maggior esborso di denaro, il parere della Coldiretti è che le quantità rimangono pressochè invariate anche se metà dei consumatori cambiano il luogo dove fanno spesa ed il tipo di alimenti acquistati. Sulla base del rapporto Ref per Ancc-Coop tra i prodotti che pesano di piu' sull'incremento della spesa delle famiglie ci sono il pane, pasta e derivati dai cereali per circa 140 euro, il latte ed i suoi derivati per circa 60 euro e la carne per 48 euro, che hanno registrato i più elevati tassi di aumento dei prezzi al consumo. Se complessivamente sono stagnanti le quantità acquistate, si sono verificate variazioni nella composizione della spesa con più pollo e meno bistecche: si sono ridotti i consumi di pane (- 2,5 per cento), carne bovina (- 3,0 per cento) frutta (- 2,6 per cento) e ortaggi (- 0,8 per cento), mentre salgono i consumi di pasta (+ 1,4 per cento), latte e derivati (+1,4 per cento) e fa segnare un vero boom la carne di pollo (+ 6,6 per cento), secondo i dati Ismea Ac Nielsen relativi al primo semestre del 2008.
 

 

 

Alessandro Egano