Le malattie cardiovascolari comprendono patologie croniche ad eziologia multifattoriale che interessano cuore e vasi sanguigni e rappresentano la principale causa di morte negli U.S.A., in Europa ed in Asia. Dall’osservazione che ai fattori di rischio noti (ipertensione, diabete mellito, età, alti livelli plasmatici di colesterolo e trigliceridi, fumo, stress, consumo di alcool ecc..) è possibile ricondurre solo i 2/3 dei nuovi casi di malattie cardiovascolari si è mosso l’interesse degli studiosi alla ricerca di nuovi possibili fattori di rischio.
Recenti ricerche cliniche hanno rilevato come l’infiammazione a livello di cavo orale possa essere chiave di lettura di svariate condizioni patologiche, con effetti non più confinati al solo distretto buccale. In quest’ottica l’infezione parodontale è sempre più considerata non solo malattia del cavo orale, ma patologia sistemica.
La parodontite cronica, infezione piuttosto comune del parodonto, cioè dei tessuti di supporto del dente, è apparsa associata a livelli elevati di proteina C reattiva e di altri marker d’infiammazione: diversi studi hanno mostrato che si associa anche ad altri stati patologici come, in ambito cardiovascolare, disfunzione endoteliale, aterosclerosi, aumentato rischio d’infarto miocardico e ictus. Le basi biologiche di questa correlazione potrebbero essere i batteri causa di patologia parodontale che, attraverso il loro metabolismo ed attraverso la produzione di tossine specifiche, promuovono l’aggregazione piastrinica, la formazione delle foam-cell (cellule schiumose) e lo sviluppo della placca o ateroma , ma sarebbero in grado anche di determinarne l’attivazione con conseguente fissurazione e trombosi.
I meccanismi con i quali la parodontite ha effetto sulla funzione endoteliale restano incerti. I patogeni coinvolti potrebbero produrre sostanze che agiscono direttamente, passando momentaneamente nel sangue con la pulizia dei denti. Potrebbero però anche essere direttamente le cause di una risposta autoimmunitaria sistemica, vista l’elevata somiglianza tra alcuni peptidi antigeni di origine batterica, come le proteine HSP, e le proteine umane. Le proteine HSP sono espresse sulle membrane batteriche e possono aumentare la risposta immunitaria innata con la produzione di alti livelli di anticorpi cross-reattivi e cellule T-helper autoaggressive..
Studi epidemiologici hanno messo in evidenza chiari legami tra parodontite, infarto miocardico ictus e mortalità. In soggetti con edentulie parziali e perdita ossea da parodontite grave si è osservata una aumentata prevalenza di placche ateromatose carotidee. Alcuni studi hanno dimostrato come casi di aterosclerosi carotidea mostrassero anamnesi negativa per i classici fattori di rischio e come tale condizione clinica fosse strettamente correlata, invece, allo stato di salute del cavo orale. Studi clinici controllati hanno confermato infine che il trattamento della parodontite può migliorare la funzione dell'endotelio.
La malattia parodontale appare moderatamente associata alle malattie da aterosclerosi; a oggi è disponibile un'insufficiente evidenza che giustifichi interventi parodontali per prevenire l'inizio o la progressione delle malattie da aterosclerosi, ma ulteriori ricerche saranno necessarie, in particolare RCTs (studi clinici andomizzati controllati) che valutino gli effetti di trattamenti parodontali (meccanici, chimici, modulanti le reazioni dell'ospite) nella prevenzione delle malattie da aterosclerosi e nella gestione di pazienti sofferenti per gli effetti di eventi quali l'infarto miocardico e l'ictus cerebrale. La ricerca dovrà quindi chiarire se ed in che modo la terapia parodontale può influire sui parametri di disfunzione endoteliale e se il trattamento intensivo delle forme severe possa contribuire a prevenire l’aterosclerosi e gli eventi cardiovascolari nei soggetti a rischio ovvero intercettare precocemente un aumentato rischio cardiovascolare in soggetti asintomatici.
La cooperazione interdisciplinare con finalità preventive tra medico di base, specialisti in medicina interna, cardiologia ed odontoiatria sarà in futuro fondamentale per l’ampliamento della ricerca in tale ambito e soprattutto per consapevolizzare i pazienti dell’esistenza di questa associazione con le patologie cardiovascolari, educarli alle quotidiane pratiche di igiene orale, sottoporli alle cure parodontali necessarie.