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Una "Carta" per valorizzare il rapporto tra società e stranieri

Immigrazione, il Patto di accoglienza

 


Negli ultimi tempi spesso si associa il “fenomeno stranieri” con l’aumentata percezione della insicurezza, tra le strade e le piazze, nei luoghi pubblici in genere e non solo in quelli. 

A volte questa associazione è purtroppo suffragata da statistiche, in cui i reati compiuti da persone di nazionalità straniera, specialmente i cosiddetti “microreati”, ma non solo, sono in continuo aumento, ma, come sempre, bisogna considerare la questione nel suo insieme. 

Non credo sia corretto far leva sulla paura (che sta dilagando) tra le persone, per prefigurare un sistema al collasso che porterà i cittadini a non fidarsi più di nessuno, o peggio, credere che armarsi possa essere una soluzione all’effettiva necessità, bensì, sono convinto che un potenziamento normativo ed applicativo dei sistemi sanzionatori in essere, potrebbero essere un ottimo deterrente per sfiduciare i potenziali criminali. 

Si deve, e non solo a parole, fare una differenza chiara tra chi rispetta le leggi e chi non lo fa: non si può certo immaginare che gli stranieri che ormai vivono e lavorano in Italia in modo regolare, pagando quindi contributi e tasse, debbano essere considerati come gli irregolari, spesso venuti in Italia per motivi sociali ma anche non solo per quello. 

Non si può continuare con un “permissivismo” e con un “lassismo” nei confronti di chi compie reati, stranieri o meno; la legge dovrebbe essere uguale per tutti e proprio per questo che non deve assolutamente passare il comune sentire circa la impunità di alcuni, aggravata da un senso di impotenza nei confronti delle Istituzioni magari da chi opera, tra mille difficoltà e con spirito di sacrificio, in prima linea, come le Forze dell’Ordine. 

Se si pensa che, solo nel Veneto, sono oltre 400mila le presenze di immigrati regolari e che questo dato, dalle statistiche e previsioni, è destinato a crescere ancora, allora si può comprendere che la questione deve essere quanto prima governata in tutte le sue fattispecie e non aspettare per subirne gli effetti e cercare delle soluzioni comunque tardive. 

Un progetto, proprio in quest’ottica, è stato promosso dalla Regione Veneto, primo esempio del genere a livello pubblico in Italia:  è Il Patto di accoglienza ed integrazione, destinato agli immigrati regolari, uno strumento innovativo che ha lo scopo di favorire, facilitare e permettere l'inserimento nel territorio regionale dei cittadini stranieri regolari.  

Si tratta di una ''carta'' che rafforza e valorizza il rapporto tra tessuto sociale ed i cittadini stranieri cercando di facilitare, nel miglior modo possibile, l'inserimento degli immigrati regolari nelle comunità venete.  Si tratta di un progetto che, oltre a proporre il corretto inserimento nel tessuto sociale locale, richiede però agli immigrati di sottoscrivere l'impegno ad integrarsi e di rispettare i principi e i valori cardine della nostra società. 

Un esempio di come, per quel che concerne una materia così fortemente dibattuta come l’immigrazione, si possa e si debba porre le basi per un’integrazione alla pari e non soltanto di facciata come spesso accade: è giusto mantenere storia e tradizioni ma altrettanto rispettare ed accettare regole e culture dei paesi che offrono una possibilità di vita migliore. 

 

 

Alberto Salmaso