Manifestazioni: servono ancora? Si bloccano i centri delle città per qualsiasi motivo; i romani, per esempio, non ne possono più e a Padova sabato 29 novembre 2008 è stata autorizzata una manifestazione con tanto di corteo dalla stazione sino al Municipio, paralizzando il traffico automobilistico e pedonale.
Vigili in straordinario, auto che non sapevano che strade percorrere, pedoni che non capivano il perché della manifestazione e negozianti infuriati che per ore non hanno visto nessuno guardare le loro vetrine, inquinamento alle stelle in altre zone. Il tutto per una manifestazione di stranieri contro una articolo della legge cosi detta « Bossi Fini».
Quest’articolo prevede che uno straniero non comunitario, perso il posto di lavoro, abbia 6 mesi di tempo per trovarne un altro; altrimenti scade il permesso di soggiorno. Vanno però ricordati la regolarizzazione massiccia e i permessi di ricongiungimento familiare avuti grazie alla legge.
I Italia i migranti sono considerati "regolari" in quanto hanno ricevuto un'offerta di lavoro da parte di un datore italiano: una volta venuto a mancare questo legame, viene meno la ragione della permanenza dello straniero nel nostro Paese. Meglio un rimpatrio immediato per il migrante che deve attendere una nuova chiamata dall’Italia.
Non dimentichiamo che tendenzialmente gli immigrati arrivano in Italia illegalmente per poi regolarizzare la proipria posizione. Trovano posti di lavoro a basso reddito. In molti casi i datori preferiscono uno straniero per pagarlo meno del dovuto.
La crisi mondiale riguarda tutti: Usa, Africa, Cina, India, Europa, democratici, repubblicani, sovietici, petrolieri ed industriali, bianchi e neri, universitari e professori, operari e colletti bianchi, artigiani e commercianti, statali. Sì, anche gli statali sanno che esiste la crisi e scioperano per non perdere il posto di lavoro, manifestano assieme agli studenti universitari ed ai lavoratori stranieri che temonodi perdere il permesso di soggiorno.
Intanto con questi cortei si blocca il commercio e lo spostamento di persone all’interno dei centri, obbligando le attività interessate a chiudere o ad aspettare la fine delle manifestazioni.
E se si facessero manifestazioni all'interno dei centri commerciali di sabato pomeriggio a pochi giorni dal Natale, cosa succederebbe?
Sarebbe impossibile entrare per i manifestanti in luogo privato e con un servizio di sicurezza; dunque si dovrebbe mettere nelle stesse condizioni pure i commercianti e i residenti, istituendo un calendario che preveda un numero massimo di manifestazioni, con orari particolari, percorsi obbligati per evitare monumenti storici o artistici e date di divieto come Natale, Pasqua e Carnevale.
E' dunque necessaria una legge che regoli la materia del diritto di sciopero nei centri storici, per contemperare le esigenze di chi manifesta con quelle delle attività economiche e del trasporto urbano.